Naesh – “Re Carlo”: la provincia, l’ironia e il rap come sguardo diretto sul reale

In “Re Carlo”, Naesh torna a intrecciare la propria scrittura con l’immaginario della provincia ligure, confermando un legame che non è solo geografico ma soprattutto identitario. Il nuovo singolo si muove tra osservazione del quotidiano, ironia e attitudine rap, mantenendo un approccio diretto e privo di idealizzazioni. Al centro c’è ancora una volta la sua terra, non come sfondo nostalgico ma come punto di partenza concreto per leggere ciò che lo circonda oggi, tra appartenenza, distanza dalle scene più centrali e una visione personale del rap.
In Re Carlo torni ancora una volta sulla provincia ligure: cosa ha questa dimensione geografica che continua a tornare nella tua scrittura?
La provincia per me é casa, é il posto in cui sono nato ed in cui vivo da sempre. Il rap é iniziato per parlare di ciò che viviamo e ciò che ci circonda, perciò penso sia naturale fare dei riferimenti alla mia zona.
Il titolo richiama una figura “alta”, quasi istituzionale: è un contrasto voluto rispetto all’immaginario più quotidiano e di provincia del brano?
Il titolo non c’entra niente con la provincia, anche se come hai notato ce l’ho infilata anche in questo pezzo. Puoi togliere l’uomo dalla provincia ma non la provincia dall’uomo.
Quanto nel tuo percorso senti ancora viva l’eredità della scena hip hop ligure “cult” e quanto invece ti senti distante da quell’etichetta?
Forse ti riferisci alla scena genovese, loro sono più giovani di me e sono arrivati dopo. Li apprezzo molto ma non mi sento figlio loro musicalmente. Sono stati quelli che hanno puntato i riflettori sulla Liguria, hanno creato un suono riconoscibile e si sente nei loro testi un’influenza del cantautorato genovese. Ma noi siamo a 150 Km da Genova…
Oggi esiste ancora una scena hip hop locale riconoscibile in Liguria o è diventata più una rete di singoli percorsi individuali?
Ti posso parlare della scena della provincia di Imperia. Esiste e c’è stato anche un bel ricambio generazionale. Qui però c’è sempre stata una scena un po’ individualista, poco propensa a creare dei collettivi.
In questo singolo prevale più uno sguardo nostalgico o una lettura presente e concreta di quello che ti circonda?
Di nostalgico in questo singolo non c’é nulla. E’ un pezzo molto rap che ha anche una sfumatura ironica. Mi sono divertito parecchio a scrivere questo testo. Mi piacciono le punchlines.
Ti senti parte di una scena oppure lavori ormai in una dimensione completamente autonoma rispetto alle definizioni di genere e territorio?
Mi sento parte di una scena, certo non a livello nazionale. Credo che questa scena provinciale rispecchi parecchio questa parte della Liguria, soprattutto a livello caratteriale.
