Wavves all’Arci Bellezza di Milano – 04/03/2026: il live report

Wavves al Bellezza di Milano nel 2026

 

Testo di Persimmon Collective

Il live report del concerto degli Wavves all’Arci Bellezza di Milano del 4 marzo 2026!


In anticipazione del gran concerto degli Wavves all’Arci Bellezza ho pensato molto alle amicizie strette ai concerti a fine 2013/inizio 2014. I miei primi anni a Milano dopo un lungo periodo fuori. In particolare, ho pensato a Sandro dei Deaf Lingo e a tutto un sottogenere del punk intriso di produzioni garage che mi ha fatto scoprire. Slacker kids come Fidlar, Cloud Nothings, e ovviamente gli Wavves. Band che mancava in Italia da moltissimi anni. Un amico mi parlava di una mitologica data al Plastic 12 anni fa (setlist.fm sembrerebbe confermare).

Avevo visto questa data annunciata da mesi ed ero stupito che non fosse saltata fuori con nessuno dei miei amici. Si saranno dimenticati degli Wavves? Ma il sold out della serata, anticipata dal sold out di Bologna del giorno prima, ha messo questo dubbio a tacere. Entro nel locale e mi bevo una birretta mentre saluto qualche amico e studio la situazione merch. Noto con piacere che hanno una offerta 2×1 a 20 euro sulle maglie rimaste. A volte vedere la band a fine tour ha i suoi vantaggi.

 

Poco dopo, nessun opener, nessuna musica pre-show. Salgono sul palco -un po’ a caso- gli Wavves. Senza menarsela, molto understated, Nathan, frontman e fondatore della band, si avvicina al microfono per dire “we are wavves” e attaccano subito con Way Too Much, tratto dall’’iconico V dal quale ahimè pescano troppo poco per i miei gusti. Il concerto è un greatest hits della loro carriera (inclusiva dei pezzi nati nel garage dei genitori del frontman). Suonano molto King of the Beach e un po’ di novità dell’ultimo disco Spun, inclusa la title track che per motivi di malattia non avevano quasi mai suonato nel tour europeo. Qui a Milano ci provano e, nonostante la fatica nei punti con la voce a registro più alto, va giù alla grande. Per me pezzo migliore del disco.

Nel corso dello show gli Wavves ci tengono a far vedere quanto sono slacker: i fan in prima fila fanno song requests per tutto il concerto che sono cortesemente rifiutate, la band prende una bella pausa per aspettare il batterista tornare dal backstage con le birre e una bella bottiglia di Jameson, interrompono il pezzo di chiusura Green Eyes, temendo che qualcuno si fosse fatto male…invece si era perso un cellulare: ridono per essersi preoccupati per qualcosa di così futile. Ma ci piacciono così gli Wavves, una dimostrazione di spontaneità, presa bene e una buona dose di autoironia. Un po’ come la serata in generale.

Grazie a DNA per la bella serata!

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