Trophy Eyes, Pale Waves, The Maine: i singoli internazionali del 12 luglio 2024

Trophy Eyes

 

Trophy Eyes – Enmore [Hopeless Records; pop punk, post-hardcore]. Un anno dopo Suicide and Sunshine, ecco un nuovo singolo dei Trophy Eyes. Prima anticipazione di un’uscita futura o B-side da quel disco? Non è dato sapere, almeno per ora, ma quello che sentiamo è che si tratta di un pezzo che ha parecchie vibe da vecchi Trophy, con strofe più urlate e uno strumentale vicino al pop punk: un pezzo che sarebbe stato bene su Chemical Miracle insomma. Come tutti i pezzi dei Trophy Eyes, avrebbe bisogno di ben più di qualche ascolto per essere adeguatamente valutato. [nd]

 

Pale Waves – Glasgow [Dirty Hit; pop rock]. Le canzoni dedicate a Glasgow si sprecano, ma l’ultima in ordine di tempo -il nuovo singolo dei Pale Waves- fa assolutamente giustizia alla città. Si tratta infatti di un brano pop rock orecchiabile, catchy e molto in stile primi Pale Waves. Sicuramente molto più convincente del precedente singolo Perfume. [7]

 

The Maine – Touch [Photo Finish/8123; pop, EDM]. Singolo piazzato strategicamente per anticipare l’imminente Sad Summer Fest a cui parteciperanno, si distingue dalla produzione standard della band per un sound quasi EDM che francamente ci pare un po’ fuori luogo per loro. [4,5]

 

Mayday Parade – Pretty Good to Feel Something [alternative rock]. Altro singolo di lancio del Sad Summer Fest, ma a differenza di quello dei The Maine questo non snatura la band. I Mayday Parade suonano sicuramente meno emo rispetto al loro solito, con un ritornello più incalzante e un sound che potremmo definire estivo, ma il pezzo è molto orecchiabile e ha pur sempre quella piccola sensazione di malinconia di fondo che caratterizza tutti i loro buoni pezzi. [6,5]

 

Christian Lee Hutson – After Hours [Anti-; cantautorato, folk]. Noto anche per la sua collaborazione di lunga data con Phoebe Bridgers, Christian Lee Hutson si prepara a pubblicare il suo terzo disco, co-prodotto proprio con Phoebe oltre che con Marshall Vore e Joseph Lorge. Il primo singolo è un lento pezzo cantautorale/folk voce e chitarra, non dissimile dallo stile proprio di Phoebe Bridgers, o da una moderna rivisitazione di classici come Leonard Cohen o Simon and Garfunkel. [7]

 

Illuminati HottiesPower [Hopeless Records; indie pop]. Una leggera e tranquilla ballad con degli archi nell’arrangiamento. Ottima per rilassarsi, ma un po’ troppo ballad per i nostri gusti. [5,5]

CursiveBotch Job [Run for Cover Records; emo, post-hardcore]. Sono arrivati all’album numero 10 i Cursive, che si apprestano a tagliare il traguardo dei trent’anni di carriera. Il nuovo singolo ha quel sound tra emo e post-hardcore che ricorda molto da vicino gli anni 2000, ma non riesce a convincerci con un ritornello meno che accattivante e sonorità un po’ caotiche. [5,5]

Charly BlissWaiting for You [Lucky Number; indie rock, pop rock]. Il precedente singolo Calling You Out ci era già piaciuto molto a dispetto della produzione leggerina e del cantato effettato. Il nuovo singolo ha gli stessi pregi e gli stessi difetti (e del resto arriva dalle stesse sessioni di registrazione per il prossimo album), però il ritornello è innegabilmente catchy. [7,5]

Hello MaryThree [Frenchkiss Records; indie rock]. Già anticipato dal bel singolo 0% lo scorso mese, il 13 settembre uscirà Emita Ox, il nuovo album delle Hello Mary, proprio nei giorni in cui il gruppo newyorkese aprirà i concerti inglesi degli American Football. Il giro di chitarra del nuovo brano Three potrebbe peraltro ricordare un pochino proprio gli American Football, anche se il pezzo prende poi una piega un filo più energica e pop. [7]

Our GirlSomething About Me Being a Woman [Bella Union; indie rock]. Singolo che anticipa il nuovo album The Good Kind (8 novembre), è un pezzo indie rock tranquillo e rilassante che si pone nella scia dell’ottimo lavoro fatto da artisti come Lucy Dacus, Snail Mail e Pillow Queens. [7]

Hamish HawkMen Like Wire [SO Recordings; alternative rock, indie rock]. Indie rock che sembra uscito da una quindicina di anni fa per gli Hamish Hawk. Spicca un cantato con una voce più profonda della media che fa un po’ White Lies. [6,5]

MoonblocWhere Is My Garden [post-punk, indie rock]. L’ondata post-punk di questi ultimi anni non ha ancora finito di generare band. Ecco allora i Moonbloc da New York City, che propongono una versione abbastanza leggera del genere, sicuramente influenzata anche dall’indie rock che proprio a NYC ha avuto una delle sue roccaforti, ma non affatto priva di merito e di sensibilità pop. [6,5]


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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