Gli album del mese: Maquillage, Second Youth, 24 Ore di Niente & more

Maquillage – Armor
(Shore Dive Records, 5 settembre 2025)
I Maquillage, band belga capitanata da Gioia Podestà (ex You, Nothing) pubblicano ArMOR, il proprio album di debutto nonché seguito di Kabuki Brush, EP di lancio uscito nel 2024. Un ottimo disco dal punto di vista della realizzazione tecnica e del sound, un concentrato di atmosfere shoegaze e dream pop, supportate dall’energia post-punk tipica dell’universo sonoro gotico degli anni ’80 e ’90.
Dieci le tracce che compongono il disco, anticipato dai singoli Cosmic Circles e Are you safe, scelte che reputo più che azzeccate, poiché capaci di mostrare al meglio le sonorità di cui si compone ArMOR. Dal primo singolo (quarta traccia nel disco) si coglie una prima anima, più pop, nelle armonie come linea melodica, riscontrabile anche in brani come Again, Drift e Flowers, dove la sospensione tipica del dream pop viene sorretta dalla linearità della linea del synth. In Are you safe si ha invece un assaggio del lato più cupo, propriamente shoegaze (sempre che siano necessarie tutte queste definizioni), presente in ottimi brani come Death from Above, Shadows e Moon, il mio preferito dell’album e di cui ho apprezzato soprattutto la coda strumentale, magnetica e piacevolmente sinistra.
Cosa manca per apprezzare al meglio un disco come ArMOR? Sentirlo dal vivo. Perché senza ombra di dubbio, l’energia di gruppi come i Maquillage si può assaporare davvero solo schiacciai tra la gente, inondati dalla loro musica. [Riccardo Provasi]
Second Youth – Only Child
(Anchors Aweigh, 5 settembre 2025)
Sono passati ben sei anni dall’uscita dell’ultimo EP dei Second Youth, Juvenile (Indiebox Music). Riprendendo il titolo di quel lavoro, possiamo senza dubbio affermare che la band italo-inglese non è più juvenile affatto: Only Child, il nuovo EP del gruppo, mette in mostra un punk rock maturo e intenso, dove la pura carica delle chitarre lascia il posto a un’energia potente ma ragionata, che esprime emozioni forti e viscerali sia strumentalmente che tramite il cantato. Quattro canzoni full più un’intro dove i Second Youth pescano dal punk ma anche dal melodic hardcore; senza scrivere magari il singolone istantaneamente memorabile ma facendo leva in modo decisamente riuscito sulla capacità della musica di smuovere le emozioni e contagiare chi ascolta.
24 Ore di Niente – 24 Ore di Niente
(self-released, 18 giugno 2025)
Prendete i The Story So Far e fateli cantare in italiano, giusto un filo meno aggressivi: ecco 24 Ore di Niente. EP d’esordio self titled per il nuovo progetto di Andrea Caccese, produttore napoletano già attivo nella scena shoegaze come Dead Rituals. Adesso ritorna alle radici, ovvero il pop punk e l’hardcore melodico, nella versione che andava attorno agli anni 2013-2015, ovvero quella al cui declino sempre più musicisti rifiutano di arrendersi. L’EP si compone di sei pezzi veloci e catchy, totalmente autoprodotti.
L’opener Vento del Nord, nonché singolo che ha anticipato l’uscita del disco, situa il progetto all’interno della scena perché vede un featuring con Silly Sam (di cui, lo scorso anno, aveva prodotto il mini EP NMXTE + IPOCRITA!). Poi viene La mia città, classico anthem pop punk contro la propria hometown. I pezzi che seguono (Panico, Quelle notti, Muore il giorno) incorporano al pop punk azzeccati accenni di emo – vedi alla voce Knuckle Puck – e hanno come filo conduttore una certa sensibilità sulla salute mentale, in particolare sugli attacchi di panico, che dà origine anche al nome del progetto (“Prigioniero dentro me, scampo non c’è; muore il giorno, panico: altre 24 ore di niente”). Chiude l’EP un imprescindibile pezzo acustico, intitolato Fantasmi. Pop punk never really died e 24 Ore di Niente, la versione chill di Parker Cannon, lo dimostra. [Simone De Lorenzi]
Laica Luna – Laica Luna
(Aphrodite Records, 11 luglio 2025)
L’EP omonimo dei Laica Luna ci regala quasi 25 minuti di musica caratterizzata dall’incontro di influenze grunge, post-punk e alternative rock. Con Fascino Austero, la band entra immediatamente in comunicazione con l’ascoltatore, grazie al basso potente e ripetuto, impreziosito dall’aura psichedelica tipica del fuzz e una linea vocale che strizza l’occhio al mondo blues, che ricorda i primi Negrita. Chitarre cupe ed estremamente acide accompagnano l’ascolto per tutta la durata dell’EP, come dimostra il brano Stella Polare, mentre diametralmente all’opposto si collocano perfettamente gli arpeggi morbidi, ricchi di riverbero e onirici di Martirio. Particolarmente apprezzato il brano Una canzone semplice, in cui durante le strofe, costruite sui tipici accordi maggiori, si promette una canzone semplice, armonicamente e liricamente “da cantare in vacanza”, ma che nel ritornello si svela essere un disincantato e cupo brano grunge. Con un sound generale molto buono, coerente e avvolgente, i Laica Luna si rivelano una piacevole sorpresa, di cui aspettiamo molto volentieri le prossime uscite. [Riccardo Provasi]
Sanlevigo – Spettri
(self-released, 19 settembre 2025)
Con Spettri, i Sanlevigo consegnano il loro lavoro più ambizioso e inquieto in assoluto: un album concettuale che mette a nudo le crepe degli ultimi cinque anni, tra pandemie, guerre, crisi personali e derive collettive. Dieci tracce come dieci stanze di un labirinto esistenziale che si muovono tra post-punk, new wave e indie rock, ma non per rincorrere mode: piuttosto per creare un ambiente denso, psichedelico e claustrofobico, fatto di chitarre visionarie, bassi ipnotici e pattern di batteria stratificati. L’elettronica non è mai decorativa, ma plasma scenari malinconici e cupi, dando forma a un universo sonoro che sembra uscito da una backroom digitale, dove i confini tra sogno e incubo si confondono. Al centro del concept c’è un’umanità prigioniera dell’eterno presente, schiacciata in un limbo dantesco: relazioni sfocate, identità fragili, algoritmi e un individualismo cinico che rimpiazza il senso di comunità. Ogni brano diventa così un frammento di memoria collettiva, una fotografia distorta di un’epoca in cui l’uomo si ritrova inibito. Spettri non offre vie di fuga né catarsi, ma preferisce restituire con lucidità il lento declino che vive la società contemporanea. È un disco che non consola, ma che accompagna chi ha il coraggio di guardare dritto nelle ombre del presente.
Tragic Carpet Ride – Super Bene
(self-released, 27 giugno 2025)
Progetto che ci piace già dal nome quello dei Tragic Carpet Ride. Vengono da Torino e hanno esordito quest’anno con l’EP Specchio riflesso, raddoppiato ora con quest’altro EP intitolato Super bene, e concluderanno con un ulteriore EP verso la fine dell’anno, per una trilogia nell’arco di 365 giorni -alla fine, un po’ come se avessero pubblicato un disco. Le canzoni di Super bene sono quattro e presentano un pop suonato da fine estate, spiagge che godono degli ultimi soli e amici che sfruttano gli ultimi giorni di bel tempo prima di immergersi nell’autunno. Un po’ le vibe dei Turnover post-Super Natural, tra il chill, il dreamy e un pizzico di nostalgia, ma ambientato sulle spiagge della riviera romagnola (o della Liguria?) invece che su quelle della Virginia.
Atlantide – Il cacciatore di orizzonti
(Asle Music Records, 17 giugno 2025)
Giuseppe “Peppe” Santangelo (sassofonista classe ’81), anima del Peppe Santangelo Nu Quartet, è uscito con Il Cacciatore di Orizzonti, primo sforzo discografico del gruppo Atlantide, la personalissima scommessa cantautorale dell’artista siciliano. Oltre allo spoken word in apertura con Immagina o Musa, in cui il sassofonista invoca la musa dell’ispirazione per proseguire nel proprio cammino, il disco contiene numerose influenze e altrettanti sound: brani che ricordano armonie e arrangiamenti vicini all’indie orecchiabile con influenze jazz alla Marco Castello come la title track, Salsedine (feat. Elsa La Face) e Milady, brani più squisitamente debitori degli studi compiuti (jazz in ogni sua possibile declinazione) da Santangelo tra cui Come l’onda che spuma, Lo spettatore, Viaggia con me; il tutto unito a momenti che, per testo, arrangiamenti e sound generale ricordano le creazioni surreali di Sergio Caputo, come Lezioni di sogni e Nuvole. A chiudere il disco Navigante, brano in cui, inaspettatamente, una ruvida chitarra distorta trasporta l’ascoltatore in un universo sonoro completamente sbilanciato verso il rock. Il Cacciatore di Orizzonti è un album energico e molto fresco, adatto alle atmosfere delle serate estive e capace di conferire un mood leggero alle calde serate. [Riccardo Provasi]
Lokomorf – 36AM
(Level Up Dischi, 12 settembre 2025)
Uscito il 12 settembre, 36AM, è il primo album dei Lokomorf, band nata attorno al bassista e autore Red Catani, accompagnato in questo progetto dal chitarrista e produttore Luis Martinez Marco, il batterista Jose Marco e la cantante Ana Vida. Come dichiarato dallo stesso autore, 36AM è un disco nato dal bisogno di esprimere la sua passione per artisti e gruppi che negli anni sono diventati la sua principale fonte d’ispirazione. Per questa ragione, non è facile definire il genere di 36AM: al suo interno coesistono le atmosfere più energiche figlie del punk e del rock anni ‘80, come ci gridano i brani Holefatto (si sente già l’atmosfera da pogo nei live), Komplexo di superiorità, più cupe, come la sinistra Evadseeon, dove il giro di basso e i feedback di chitarra suggeriscono una passione per le atmosfere gotiche di artisti come Nick Cave, Joy Division e Bauhaus, e più ironiche, come Mittlppost! e Ode to Gagarin, dove sembra di scorgere una passione per il rock surrealista di altissimo livello in stile Elio e le Storie Tese. C’è spazio persino sia per una parentesi quasi dream pop (Cose sbagliate, dove affiora anche il suono di un’armonica a bocca) e una dal sapore progressive (Suite Islandia, Song 4 Emilia). 36AM è un disco ben realizzato e ben scritto, ricco di citazioni efficaci e capaci di riprodurre fedelmente le sonorità di alcuni dei musicisti più iconici. [Riccardo Provasi]
Michael the Skillerz – Barsminator
(Vibra Records, 19 settembre 2025)
Michael the Skillerz, pseudonimo di Micheal Ducoli, rapper bresciano classe ’91, ha pubblicato il 19 settembre il nuovo album Barsminator, condensando in quattordici tracce tutto il suo amore per la street culture e tutto il suo odio per il mercato discografico. Ad aprire l’album Un giorno di balorda lucidità, in cui i primi minuti sono caratterizzati da storytelling diretto ed estremamente critico nei confronti delle major discografiche, delle modalità con cui scelgono gli artisti e di come vengono gestiti i talenti. L’atmosfera generale dell’album, incastonata negli anni ’90 e non sempre originale, regala momenti hip hop più classici come Amici come prima, The Culture, Don Vito e La Finesse, uniti a brani caratterizzati da influenze r&b, jazz e swing, come dimostrano Lyrics Atelier, e, ovviamente, Ill Blues. Atmosfera retrò, energia e ironia sono i principali ingredienti di Barsminator, un album in cui senza dubbio il protagonista inserisce “un pezzo di vita dentro ogni rima” (Amici come prima). [Riccardo Provasi]
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