La nuova canzone dei Malafauna “Cianite”, e le novità dall’Italia

Malafauna

 

Malafauna – Cianite

Nuovo singolo per i Malafauna, band di recente entrata nel ruspante roster di Dear Gear Records. Cianite è un pezzo che parte da una solida base shoegaze (che è del resto ormai un trademark per l’etichetta) arricchendola con del sano post-rock che conferisce un carattere ancora più solenne e spazioso alla canzone. Vocals nascosti il giusto nel mix, gran bei riff di chitarra, per cinque minuti di viaggio in cuffia e ci immaginiamo anche dal vivo.

 

Mecha Prjt – I Don’t Speak English

A qualche mese da La luna (Stanotte), il Mecha Prjt torna con un nuovo singolo in collaborazione con Lacaligine, Davidefrattafalso e uk1yo, intitolato I Don’t Speak English. Come sempre si tratta di un pezzo che fa leva su una forte carica ironica nel testo, anche questa volta puntata su uno stereotipo italiano: quello (peraltro molto reale) del nostro connazionale che non sa mettere in fila due parole in inglese, unito a quello dell’italiano che farebbe sempre molto successo con le donne all’estero e alla “nostra ossessione per i viaggi, di come sembri quasi obbligatorio partire ogni estate e, una volta arrivati, dover performare: fare il viaggio perfetto e riuscire ad avere per forza un’avventura da raccontare quando si torna”, spiega la band. Il tutto viene innestato su una base pop un po’ funk, che ricorda un pochino gli anni 2000 alla Flaminio Maphia e che sembra perfetto per una contro-hit estiva.

 

Odd Socks – Emily

Gli Odd Socks prendono una leggera pausa atmosferica dalle proprie sonorità indie rock d’Oltremanica per questo nuovo singolo intitolato Emily. Il gruppo romano propone una semi-ballad, che a tratti assume anche le vesti di un brano alternative rock full band, che “racconta l’impotenza di assistere al dolore di una persona senza sapere come raggiungerla, come aiutarla davvero”.

 

Youssef De Luna – Citra Scina

Citra Scina conferma il percorso personale di Youssef De Luna, un artista che sceglie di abitare uno spazio musicale in cui rock, suggestioni mediterranee e richiami orientali convivono con naturalezza. Il brano racconta l’amore come forza trasformativa, capace di scuotere identità e certezze, senza mai cadere nella retorica. L’arrangiamento accompagna questa tensione con un equilibrio convincente tra energia e introspezione, mentre la voce di Youssef conserva un’intensità autentica che rende credibile ogni passaggio. Citra Scina è una canzone che invita ad accogliere il cambiamento, trasformando la ricerca spirituale in un’esperienza profondamente umana e contemporanea.

 

La Fine del Discorso – Servitù volontaria

Conosciamo il progetto La Fine del Discorso con un brano che è ispirato al libello Discours de la servitude volontaire, di Etienne de la Boétie, pubblicato in Francia nel 1576. Il titolo, non per nulla, è Servitù volontaria, ed è anche la canzone con cui il gruppo fa il proprio esordio. La Fine del Discorso ci ispira molto come progetto anche perché non ha alcun canale sui social media: lascia che a parlare sia soltanto la propria musica. Una scelta rischiosa sicuramente, ma che si pone in controtendenza e forse anche in polemica con le consuetudini (per non dire gli “obblighi” morali) dell’industria contemporanea. Musicalmente la band (Paolo Bianchi, Claudio Benvenuto e Roberto Quassolo) suona un rock alternativo sicuramente ascoltabile ma che non strizza eccessivamente l’occhio al pop o all’instant catchy (e ci mancherebbe, viste le premesse), in cui la parte strumentale è almeno tanto importante quanto quella lirico-vocale. Per noi un ottimo biglietto da visita.


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