FOR FANS OF: Chvrches, Hot Mulligan, Drug Church & more

Chvrches He Said She Said
Chvrches – He Said She Said

FFO: Charli XCX, Shiny Toy Guns

Tornano i Chvrches: He Said She Said è il titolo del nuovo singolo del gruppo scozzese. Negli ultimi anni la band è diventata pressappoco mainstream, specialmente con l’ultimo album Love Is Dead (2018) che aveva un sound un filo più commerciale dei precedenti due, e con la collaborazione con Marshmello l’anno successivo per la hit Here with Me. Love Is Dead aveva anche portato alcune critiche alla band per un occhiolino un po’ troppo ammiccante verso “la musica che va di moda”, e allora ecco il trio scozzese tornare leggermente sui propri passi con il nuovo pezzo: un brano che sembra uscito dal primo album The Mother We Share. Il motivo vero per cui questo brano merita di essere ascoltato è che suona esattamente come uno si aspetterebbe che suonasse una canzone dei Chvrches: synth sognanti a palla, voce di Lauren che tiene in piedi il brano e una discreta dose di catchiness. I Chvrches sono un po’ un unicum nell’ambito pop grazie al loro sound peculiare, ma probabilmente chi apprezza quel tipo di electropop che propone Charli XCX quando non eccede in tamarraggine può apprezzare anche la band di Glasgow.

Blood Lemon – One More Time

FFO: Sleater-Kinney, Veruca Salt

Le Blood Lemon sono il gruppo di cui fa parte Melanie Radford, nuova bassista dei Built to Spill dal 2019. Il loro sound richiama parecchio il grunge pop di metà e fine anni ’90, tant’è vero che loro stesse dichiarano di avere fra le proprie influenze band come Sleater-Kinney e The Breeders. One More Time è l’ultimo singolo pubblicato prima dell’uscita del loro nuovo album self-titled (23 aprile). “La canzone parla di quanto ti rendi conto di essere il prodotto della tua distruzione. Stai facendo tutto da sola, ma non riesci a trovare il modo di venir fuori da quel ciclo, per cui continui a restare intrappolata in un circolo vizioso”, spiega la Radford.

Drug Church – Tawny

FFO: Pixies, Propagandhi, The Flatliners

I Drug Church si sono da sempre fatti notare all’interno della scena punk rock per il loro approccio parecchio rumoroso al genere, con punte che toccano quasi l’hardcore ma senza mai davvero raggiungerlo. Il nuovo singolo Tawny incarna perfettamente il sound della band, perfezionato sull’ultimo disco Cheer del 2018. La canzone esce per Pure Noise Records, che come per i precedenti album pubblicherà anche il nuovo EP della band, Tawny, il 25 giugno. Un lavoro che stando a quanto detto dal gruppo stesso, fa da ponte tra Cheer e il prossimo album.

Hot Mulligan – Pop Shuvit (Hall of Meat, Duh)

FFO: Tiny Moving Parts, Moose Blood, Real Friends

Anche se l’emo non sta vivendo il suo miglior periodo di forma in termini commerciali e di popolarità, ci sono alcune band che stanno riuscendo a far sentire la propria voce e soprattutto la propria musica. Per grandissimi meriti propri, gli Hot Mulligan sono fra queste, con il loro ultimo album You’ll Be Fine (2020, No Sleep Records) che è stato uno dei dischi più apprezzati dello scorso anno all’interno del genere. La band ha ora annunciato l’uscita di un nuovo EP per il 28 maggio, intitolato I Won’t Reach Out to You, su un’etichetta completamente nuova che è Wax Bodega. Di base a Philadelphia, l’etichetta pare essere stata lanciata da Josh Martin dei The Wonder Years e Kyle Roeger di Glamour Kills, e si sta già creando dell’hype attorno. Pop Shuvit (Hall of Meat, Duh) è il titolo -come sempre molto bizzarro- del primo singolo tratto dall’EP; un brano che combina un sound pop punk con un’interpretazione vocale emo anche se meno lamentosa che in passato (giudicate voi se è un bene o un male).

Fresh – My Redemption Arc

FFO: Pup, AJJ, Jeff Rosenstock

I Fresh bazzicano la scena punk inglese ormai da qualche anno, ma in base a quanto abbiamo sentito finora del loro prossimo EP The Summer I Got Good at Guitar (fuori il 30 aprile su Specialist Subject), potrebbero essere in procinto di fare il salto di qualità. Il primo singolo Girl Clout era un pezzo “indie punk” tirato e arrabbiato; il nuovo My Redemption Arc è un po’ più riflessivo e parte da una chitarra acustica prima di distorcere. Dicevo dell’indie punk, che potrebbe essere un modo per definire il genere dei Pup (così come degli AJJ e di Jeff Rosenstock), che è fuor d’ogni dubbio punk rock, ma con quelle chitarre vagamente meno “grosse” che invece contraddistinguono il punk rock alla californiana e un approccio vagamente più indierockeggiante alle melodie vocali. Il pezzo parla di come “i problemi che ti porti dietro restino sempre i problemi che ti porti dietro, dovunque tu ti trovi nel mondo e a prescindere da quanto tu sia lontano da casa”, come spiega la cantante Kathryn Woods.

Pronoun – I Wanna Die but I Can’t (Cuz I Gotta Keep Living)

FFO: Tegan and Sara, Citizen, John-Allison Weiss

La nuova etichetta Wax Bodega (ne abbiamo parlato poco sopra in riferimento agli Hot Mulligan) ci propone anche l’ultimissimo singolo di Pronoun. Il progetto emo-pop di Alyse Vellturo pubblicherà il suo nuovo EP OMG I Made It l’11 giugno, e a giudicare dal primo estratto I Wanna Die but I Can’t (Cuz I Gotta Keep Living) il cui titolo è anche metà del testo del brano, ci possiamo aspettare un sound pop ma con le chitarre belle -non quelle dell’indie ma quelle un po’ più distorte, appunto, dell’emo. Prendete gli ultimi due dischi di Tegan and Sara e aggiungeteci il tocco dei Citizen.


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