DIG DEEP: Softcult, No Windows / I 2 brani che ci hanno colpiti questa settimana

Softcult
Foto di Pearl Cook

Softcult – Drain

Mercedes e Phoenix Arn-Horn percorrono le scene musicali ormai da parecchi anni; inizialmente con la loro band alternative rock elettronica Courage My Love (a un certo punto finita anche sotto contratto con Warner, anche se non è mai riuscita a fare il salto di qualità), e ora con il nuovo progetto Softcult, che sembra avere potenzialità molto più elevate come dimostra il singolo Drain. Il genere che propongono è uno shoegaze con evidenti influssi grunge e pure alternative rock: i vocals sono molto più pop e accattivanti (e udibili) della media shoegaze, e questo è un elemento che gioca sicuramente a loro favore. Qualcuno ha detto addirittura che la band potrà piacere tanto ai fan dei Cocteau Twins quanto a quelli di Avril Lavigne; e se si tratta di un’evidente “sparata” giornalistica per dare un tono all’articolo, è però innegabile che i Softcult hanno una sensibilità pop che gli permette di entrare nelle grazie di un pubblico decisamente ampio e disparato pur mantenendo una propria credibilità presso il nucleo di fedeli gaze.

Il 24 marzo su Easy Life Records uscirà il loro nuovo EP See You in the Dark, e i Softcult stanno già facendo le cose abbastanza in grande se è vero che hanno di recente aperto per i Muse in Canada e per gli Incubus nel loro tour inglese.

No Windows – No Clue

La giovanissima età di cantanti e artisti non dovrebbe più sorprenderci, a maggior ragione visto che le classifiche di vendita e di streaming sono dominate da ragazzi poco più che adolescenti, ma c’è sempre quell’elemento che ci lascia un po’ a bocca aperta quando ci ritroviamo di fronte al talento vero espresso da persone che non hanno ancora raggiunto i vent’anni. È il caso dei No Windows, duo di Edinburgh composto dal polistrumentista Morgan Morris (17 anni) e dalla cantante Verity Slangen (18). Il loro EP d’esordio Fishboy uscirà il 25 novembre su etichetta Something; è stato interamente scritto, registrato e prodotto dalla band nello stanzino di Morgan, e ogni canzone ha un titolo associato a un colore, riprendendo una sorta di consuetudine che era nata fra i due ragazzi durante la fase di scrittura dei pezzi. No Clue è già il secondo brano che il gruppo ci fa ascoltare, ed è un pezzo principalmente chitarra e voce, una sorta di bedroom pop (qui nel vero e proprio senso della parola!) con aspirazioni indie che non contiene barocchismi, ostentazioni di tecnica sopraffina o complessità artistico-strutturali, ma che suona sincero, genuino e anche un po’ imbronciato, come dovrebbe suonare una canzone scritta da due teenager.


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