Basement e Fiddlehead ai Magazzini Generali di Milano, 23/06/2026: il report

Basement ai Magazzini Generali di Milano, 2026

 

Testo di Persimmon Collective; foto di Matteo Bussoli

Martedì serata ultra calda a Milano. Non solo per le temperature esterne ma anche perché abbiamo avuto la fortuna di vedere in concerto i tanto attesi Basement, band che non tornava in Italia da prima del covid. L’evento è reso ancora più speciale dal support act di primo livello: i Fiddlehead, band di Boston capitanata dal leggendario Pat Flynn, frontman anche della band iconica Have Heart. Fiddlehead e Basement sono molto amici condividendo lo stesso chitarrista, nonché una delle menti compositive, Alex Henery. Questa parentela traspare per tutta la serata vedendo le band stare lato palco a godersi lo show dei rispettivi amici. Ma andiamo in ordine.

Non posso infatti non menzionare che questo show per poco non si sarebbe fatto. Il giorno prima infatti il tour bus dei Basement ha subito un guasto irreparabile in mezzo alle autostrade austriache e, se non fosse per un tour management di prima categoria che è riuscito a mettere il talento in salvo su un treno per Milano, a quest’ora non sarei qui a scrivere un report.

Arriviamo al locale presto per fare un salto al merch (tutto bellissimo). I Magazzini si riempiono già prima del set dei Fiddlehead. La band infatti non ha mai suonato in Italia e l’interesse attorno al loro set è palpabile. L’ultima e unica volta che li avevo visti era stata all’Outbreak del 2024 ed ero molto curioso di vederli fuori da un contesto anglosassone. E posso dire che se la sono cavata alla grande. Appena partono, il pubblico è immediatamente catturato dal bellissimo suono delle chitarre e dallo stile emotivamente intenso e dirompente del frontman Pat. Cominciano come sempre con l’iconica Grief Motif seguita da The Years, i pezzi di apertura del loro fan favourite Between the Richness. Pat nel corso del set non smette mai di enfatizzare quanto si senta fortunato a portare la loro musica per il mondo. Dopo qualche pezzo da Death Is Nothing to Us e Spring Time and Blind, chiudono con la hit Million Times che vede gran parte dei Magazzini urlare a squarciagola assieme a Pat e soci.

Finito il set, un cambio palco relativamente breve e tocca ai Basement. La band è qui per presentare il disco nuovo, Wired; album che nonostante la matrice ben salda al loro sound, sonicamente e melodicamente presenta delle nette differenze rispetto ai lavori precedenti. La produzione è un pelo più sporca ma gli hook sono molto più evidenti facendoci pensare in certi momenti ai ritornelli dei Jimmy Eat World. La band parte subito con tre pezzi da Wired i quali sono accolti dal pubblico milanese come dei vecchi amici. Ma la vera botta di energia entra come un’onda anomala quando tornano ai classici. Appena parte Covet il boato “with you!!!” risuona con furore. Stessa cosa con l’uptempo di Earl Grey che scatena un pogo senza pietà. Momenti più calmi ma ad alta emotività ci sono sempre con il singolone Aquasun ma anche col pezzo nuovo, Head Alight (mio pezzo prefe di Wired).

A fine show Andrew Fisher ringrazia Milano dicendo che lo sbattimento di raggiungere l’Italia in treno è valso la pena e consigliando a chiunque di “start a band: it’s easy, anyone can do it. It will change your life. Thank you, we’re Basement.” No, grazie a voi, Basement, per i feels a 360 gradi nonostante le temperature laviche. Speriamo di rivedervi presto.

Grazie a Hellfire per la serata top!

BASEMENT
FIDDLEHEAD

Puoi trovare le nostre gallerie fotografiche, i live report e gli articoli sui concerti a questa pagina.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *