WUT presenta “G”: malinconia, tensione e introspezione sonora

Con il singolo “G”, WUT torna a raccontarsi in una dimensione più sospesa e contemplativa, continuando il percorso iniziato con l’EP della scorsa primavera. Il brano nasce da un’esperienza personale intensa e concentrata nel tempo, un momento da “rendicontare” e concludere. Tra synth caldi e chitarre taglienti, G accompagna l’ascoltatore dalla quiete al tumulto emotivo, mostrando la capacità del progetto di coniugare introspezione e tensione sonora. In questa intervista, WUT ci racconta il processo creativo, l’equilibrio tra musica e testo, e i progetti futuri che seguono l’uscita di questo singolo.

“G” è il tuo nuovo singolo, pubblicato da pochissimo. Qual è il punto di partenza emotivo e narrativo da cui nasce questo brano?

Il brano nasce dal bisogno di rendicontare una parte di vissuto di breve ma intensa durata, come per concludere la cosa.

Nel pezzo convivono una malinconia quieta e un progressivo accumulo di tensione sonora. Come hai lavorato sull’equilibrio tra serenità e turbamento, sia a livello musicale che testuale?

Fondamentalmente è stato un lavoro di incastro, in cui far emergere sia la parte più “calda” dei synth analogici e la parte più secca e tagliente delle chitarre, sia distorte che non, il tutto legato da un testo che vuole creare tensione ma con serenità. Devo dire che è comunque avvenuto tutto in maniera naturale.

Il progetto WUT ha da sempre un forte approccio introspettivo e personale. Quanto c’è della tua esperienza diretta dentro “G” e quanto invece di osservazione esterna?

“G” è completamente figlia di un’esperienza reale, non c’è nulla di “esterno” o inventato.

Rispetto ai tuoi singoli precedenti, “G” sembra muoversi in una dimensione più sospesa e contemplativa. In che modo senti che questo brano rappresenta un’evoluzione del progetto?

Diciamo che questo filone è già stato intrapreso dall’EP uscito la scorsa primavera e che quindi “G” rappresenti più un continuo di questa evoluzione che l’evoluzione vera e propria. Sicuramente è un’evoluzione sempre in moto e che continuerà con i prossimi brani che usciranno.

Nei tuoi lavori il testo ha un ruolo centrale. Nel processo creativo di “G” sei partito prima dalle parole o dal suono?

Il testo è nato mentre strimpellavo la chitarra acustica, quindi con una struttura musicale praticamente inesistente. Posso dirti che il testo è nato prima ma che comunque aveva già un’impostazione ritmata.

Il brano accompagna l’ascoltatore da uno stato di quiete a un vero e proprio tumulto emotivo. Che tipo di reazione o riflessione speri di suscitare in chi ascolta?

Una reazione di rivolta interiore, di riflessione sulla propria inquietudine personale, di accettazione dei moti interiori.

Dopo l’uscita di “G”, come immagini il futuro del progetto WUT? Questo singolo apre a una nuova fase o anticipa un lavoro più ampio?

Anticipa l’uscita del primo disco vero e proprio di questo progetto; spero in un futuro fatto di tanta musica dal vivo.

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