Royel Otis al Fabrique di Milano – 03/12/2025: il live report

Foto di Hélio Gomes; testo di Persimmon Collective
Il live report del concerto dei Royel Otis al Fabrique di Milano del 3 dicembre 2025, con Visconti in apertura!
Mi sento sempre un profano ai concerti indie/pop… insomma, quando mi trovo fuori dal mio habitat naturale del punk rock. Però è un po’ di anni che mi piace espandere gli orizzonti. E se mi dai delle linee melodiche belle io sarò probabilmente sotto al palco a cantarle (e a chiedere la scaletta). E così potete trovarmi a fare fingerpointing hardcore al concerto di Lorde (mentre tutti invece filmano col cellulare) ma anche a ballare durante i Royel Otis che al Fabrique hanno fatto uno show fantastico.
Non andavo al Fabrique da prima del covid. Infatti sono stato felice di tornarci perché mi sono ricordato di una stringa di concerti memorabili a cavallo tra la fine del 2019 e l’inizio 2020 che ancora mi porto nel cuore (vedasi: un’artista ignota dal nome di Charli XCX, Chvrches ed Explosions in the Sky). Pertanto mi presento al locale con una grande voglia di arricchirmi di nuovi ricordi.
Arrivo durante il set di Visconti che mi ha piacevolmente sorpreso non avendo sentito nulla prima di stasera. L’artista è accompagnato da una band rumorosa e presenta con grande naturalezza un post-punk (con anche qualche vena thrash) controbilanciato da un lirismo cantautorale che tiene bene assieme il proprio sound. Le parti dei suoi pezzi più tirati mi ricordano certe cose dei Joyce Manor. Suona una mezz’ora anche se aveva ancora qualcosa da proporci ma non riesce per esigenze di tempo. Artista da rivedere senza dubbio.
Tocca ai Royel Otis, duo australiano, sulla bocca di tutti in quest’ultimo periodo. L’ultima volta che sono passati per l’Italia è stata esattamente un anno fa, con un sold out secco in Santeria a Milano. Logico quindi il passaggio a una venue ben più capiente come il Fabrique, che per l’occasione è, neanche a dirlo, pieno pieno. La crescita della fan base è palpabile. L’attesa si fa sentire e il pubblico è un po’ spazientito perché nonostante fossero stati annunciati per le 21, prima delle 21.20 la band non si fa vedere sul palco. Fortunatamente appena attaccano con I Hate This Tune, l’opener del loro ultimo disco Hickey, il Fabrique si scioglie e comincia a cantare e ballare.
Il duo, accompagnato durante il concerto da batterista e tastierista, suona un indie rock -mi sono venuti in mente i The Shins- con macchie però di diversi generi tra i quali spiccano la new wave e il post-punk. La band è una ventata di energia e suona pezzi tratti da tutta la propria discografia con un’ovvia predilezione verso il nuovo Hickey. Lo spettacolo è accompagnato da visual esteticamente bellissimi e ben pensati, volti a valorizzare ogni singolo pezzo in scaletta facendo risaltare un hook chiave o il tema principale della canzone suonata, e molti altri dettagli che mi fanno riflettere su come sia impensabile per un fan dei Royel Otis privarsi del loro live ricco di aspetti della band che magari ancora non si conosceva.
La band non può tralasciare cavalli di battaglia come Kool Aid e Fried Rice, ma neanche le cover che li hanno fatti diventare quello che i giovani definiscono una “viral sensation”: Linger e Murder on the Dance Floor, la prima suonata solo voce e chitarra mettendo ben in luce le altissime abilità canore di Otis, e la seconda che ha fatto scatenare tutto il Fabrique.
La band ha sempre un aria sbarazzina ma allo stesso tempo un po’ timida. Timidezza smussata dai fan che a inizio concerto hanno lanciato sul palco la bandiera italiana personalizzata, prontamente indossata dal frontman.
Ho apprezzato molto quanto il live sia stato fedele alle performance su disco, specialmente per quanto riguarda le voci che sono un tratto distintivo della produzione nei loro pezzi. Ho fatto qualche chiacchiera a tale riguardo col loro fonico live, che mi ha spiegato, con un forte accento australiano, che il lavoro sulle voci è il risultato di diversi effetti tra cui riverbero, doubler e infine tanta (tanta) compressione. Le parti strumentali però dal vivo risultano più presenti e forti, ottenendo un risultato decisamente più aggressivo che trovo necessario per un concerto rock.
La band suona circa un’ora e un quarto salutandoci per finta con la bellissima Say Something per poi tornare one last time con la mia preferita, Oysters in My Pocket.
Gran concerto.
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La scaletta del concerto dei Royel Otis al Fabrique di Milano del 3 dicembre 2025:
- I Hate This Tune
- Adored
- Heading for the Door
- Who’s Your Boyfriend
- Car
- Kool Aid
- Foam
- Moody
- Come On Home
- Shut Up
- She’s Got a Gun
- More to Lose
- Jazz Burger
- Linger (cover dei Cranberries)
- I Wanna Dance with You
- Bull Breed
- Fried Rice
- Sofa King
- Murder on the Dancefloor (cover di Sophie Ellis-Bextor)
- Say Something
- Oysters in My Pocket
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