Rise Against al Magnolia di Milano – 07/08/2024: il live report

testo di Marco Musi, foto di Nadia Camilleri
Il live report del concerto dei Rise Against al Circolo Magnolia di Milano!
Una minaccia si è levata sopra le nostre teste ed è il furente temporale che potrebbe significare la cancellazione del concerto dei Rise Against al Magnolia del 7 agosto. Emotivamente inaccettabile. Ma i Rise Against sono la band del combattere e sono la band del raggiungere il lieto fine, e così appena in tempo utile per l’esibizione il maltempo si scansa e rimangono solo tante foglie in terra e la gioia di ritrovarsi sotto palco a vivere il ballo del punk.
Ad aprire ci sono i Talco, band ska di Marghera con più di vent’anni di musica alle spalle e un proprio pubblico che non si fa pregare per far partire le danze. L’aperitivo veneto si dimostra assolutamente spumeggiante e capace di costruire quel senso di collettività sincera sottopalco in piena linea con la serata. Quello dei Talco è uno ska che pesta, con una batteria secca e pressante, mentre la parte melodica è condotta da fiati sempre ballerini. Il temporale è già un’ansia lontana e ci stiamo divertendo parecchio, devo dire non male questo cambio di giornata.

Ma siamo veramente pronti per il carico emotivo che portano i Rise Against? Lotta politica e sociale che si fondono col romanticismo di sentirsi tutti un’unica generazione, un potere evocativo fortissimo di una coralità che ormai si fatica sempre più a ritrovare persino nella musica; tutto questo condito da riff che fanno scoppiare il cuore, batteria suonata come fosse sulle nostre rotule e la voce unica di Tim McIlrath caratterizzata da quel timbro che sembra nato per suscitare nostalgia e gravitas.
È veramente tanto da gestire, tanto che quasi spero partano piano. Ovviamente così non accade: partono con Satellite, pezzo iconico e trascinante, e non mollano minimamente la presa per almeno un’ora fino alla finta uscita di scena. Non passa molto tempo dall’inizio del concerto e avviene il contatto tra cantante e pubblico in transenna, con braccia che si stringono a lui e microfono concesso ai polmoni più forti. La formula è rodata, infatti l’intensità sale subito alle stelle.

Un concerto dei Rise Against è un raro amalgama di pogo e cori a squarciagola, una meraviglia della biomeccanica perché è veramente difficile pensare di poter spendere così tanto fiato così tanto a lungo, ma è la meraviglia della musica. Fa veramente impressione la loro capacità di prendere sia le corde vocali che le gambe del pubblico, è quasi pop ed è quasi hardcore.
Tim ringrazia più volte e ci tiene a dire come sia non solo una soddisfazione scuotere il Magnolia (venue ormai ricorrente per le loro tappe italiane) ma anche un’ispirazione. Il concerto dei Rise Against procede con tante brevi strumentali extra, senza mai uscire dal gusto pulito del punk e senza mai risultare nel virtuosismo ma anzi trasportando amabilmente il mood da un brano all’altro fino al momento dei brani in acustico.
Qui le frequenze si ripuliscono e ci si può lasciar colmare ancora di più dalla voce e dall’emozione. Tempo poi per il gran finale a pizze in faccia, in cui si riapre un circle pit vorticoso e chi non aveva ancora preso coraggio si butta e chi aveva ancora qualcosa lo dona al momento.

La fine del concerto lascia la sensazione di poter fare di più come comunità accorata più spesso, perché lì c’è voluto veramente poco (scusate se è poco) per sentirsi al volo tutti fratelli. Siamo fortunati che il Bel Paese in fondo piaccia tanto agli artisti internazionali: magari tornano più spesso del dovuto a riscuotere con il loro carisma le fila di un genere che da noi ha arrancato parecchio.
La galleria fotografica completa dell’evento è disponibile sulla nostra pagina Facebook.
