La nuova canzone dei Manifesti “Mercoledì”, e le novità dall’Italia

Manifesti – Mercoledì
I Manifesti presentano la loro nuova canzone Mercoledì dicendo che è un brano in cui compare Robert Smith, anche se più metaforicamente che letteralmente. In effetti ascoltando le linee di chitarra e di basso sui cui si impernia il brano (ma pure lo stile vocale) saltano alla mente i The Cure fino dalle prime note. Qua e là si sentono anche alcune influenze punk da cui sappiamo che i membri del gruppo attingono (ma del resto i The Cure stessi erano venuti sù nell’epoca in cui l’Inghilterra veniva presa d’assalto dal punk), e che danno quel leggero edge in più al brano per renderlo non solo orecchiabile e d’impatto, ma anche dotato di una certa potenza.
AlCe – I 22 canti arcani YS Atlantide
Con AlCe scopriamo i “22 canti arcani YS Atlantide”, che raccontano “il mito di Ys, l’Atlantide del Nord, [che] diventa lo specchio del presente. Un continente che rischia di affondare sotto il peso dell’indifferenza, scivolando lentamente verso la propria rovina. La storia insegna, ma quanto siamo disposti ad ascoltarla?” Il tema del brano sembra essere una metafora dello stato in cui si trova il nostro pianeta reale, con i cambiamenti climatici indotti dall’uomo che stanno stravolgendo le condizioni di vita di quasi tutti i viventi. Le sonorità del brano sono di stampo folk, con violini e chitarre acustiche degne della miglior tradizione gaelica.
Boisié – Dentro di me
Dentro di me è il nuovo singolo di Boisié, disponibile per Supernova Dischi, distribuito da Believe. Un brano luminoso e delicato che parte dall’amore per raccontarne una visione lontana dalle convenzioni romantiche e dalle aspettative che spesso lo accompagnano. Al centro del racconto c’è un legame capace di dissolvere le barriere, mettere in discussione i dogmi dell’amore tradizionale e riportarci, quasi senza accorgercene, a una dimensione più autentica e libera di noi stessi.
Crisso & Jabel Kanuteh – Cuore Griot
Interessante collaborazione quella fra il rapper italiano Crisso e il musicista gambiano Jabel Kanuteh, per un brano intitolato Cuore Griot (il griot, presso alcuni popoli dell’Africa Occidentale, è un “poeta e cantore che svolge il ruolo di conservare la tradizione orale degli avi”). Il brano unisce elementi della world music, soprattutto nello strumentale incalzante basato sull’utilizzo della kora di Kanuteh, con quelli tipicamente urban nel cantato rappato di Crisso. La canzone, tratta dal prossimo album di Crisso, “racconta l’esigenza di restare fedeli alle proprie radici e alla propria cultura, anche quando la vita ci porta lontano dalla nostra terra e dalle persone che amiamo”, secondo quanto affermato dall’artista stesso.
Marta Maggio – Se fossi
Con Se fossi, Marta Maggio firma un brano capace di toccare corde profonde con una naturalezza sorprendente. È una canzone che parla a chiunque abbia trascorso anche solo un momento tra rimpianti, occasioni perdute e futuri immaginati, trasformando quei pensieri in un invito gentile a ritrovare il valore del presente. La scrittura è immediata e la melodia accompagna ogni parola con equilibrio ed emozione. Il cuore pulsante del brano è un messaggio di libertà che invita a lasciare andare ciò che pesa per fare spazio a una nuova serenità. Se fossi non ha bisogno di alzare la voce: è autentica, intensa e profondamente umana, una di quelle canzoni che continuano a risuonare anche dopo l’ultimo ascolto.
La Via di Mezzo & Federico Cacciatori – Illogica
Nuovo brano per La Via di Mezzo, che ci aveva fatto ascoltare il suo brano Senza di te alcune settimane fa. Se già sui precedenti singoli si sentivano alcuni decisi elementi rock, Illogica, che vede la collaborazione importante di Federico Cacciatori, si butta a capofitto sulle sonorità pop punk un po’ alla Blink dei primi anni 2000. Chitarre orecchiabili e trascinanti, ritornello catchy, un bell’assolo nel post-chorus e la ricetta per il pezzo estivo da manuale è servita. “Questo brano è apparentemente illogico: non segue un percorso lineare, ma si lascia guidare dalle emozioni, dagli istinti e dalle immagini che affiorano. Eppure è costruito su qualcosa di molto concreto: strumenti veri, suonati davvero, con il desiderio di conservare il respiro umano della musica”, racconta Federico Cacciatori a proposito della canzone.
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