Intervista ad Angelae

Fuori su tutte le piattaforme digitali da venerdì 4 aprile 2025 il nuovo singolo di angelae, alter-ego artistico della cantautrice padovana classe 1990 Angela Zanonato. “Blackout” è un brano dalle sonorità oscure e vibranti che si muove tra elettronica, synth avvolgenti e voce distorta, ispirandosi ad artisti come i Depeche Mode e Skunk Anansie. Il testo racconta la potenza dei ricordi scatenati dall’olfatto, un continuo ritorno al passato, scandito da immagini forti e sensazioni viscerali, che porta ad un blackout emotivo.
Il suo percorso ci ha incuriositi, con la voglia di sapere che cosa avesse in mente per le prossime uscite, e che cosa volesse raccontarci. Angelae è una piccola stella della scena indipendente, e non potevamo che ascoltarla.
- A cosa fa riferimento l’acronimo “C.A.D.O.”, il titolo del tuo precedente singolo? E come mai hai scelto di chiamare il tuo brano proprio così?
L’acronimo fa riferimento alle prime parole del brano: “Confesso a Dio onnipotente”. L’ho scelto perché volevo che anche nel titolo si esprimesse l’ambiguità che è presente in tutta la canzone.
- Sei nata nel 1990, quindi a cavallo di una generazione che ha visto utilizzare anche i lettori CD portatili, i lettori mp3 “a pennetta”, fino ad arrivare oggi alle piattaforme di stream digitali. Come riassumeresti la tua storia da ascoltatrice?
Effettivamente ho assistito a tutte queste fasi ma devo dire che il passaggio da un supporto ad un altro per me è stato sempre molto naturale e anche se rimango nostalgicamente molto legata all’oggetto fisico che ora identificherei nel vinile, mi piace molto la praticità del digitale che rende la musica facilmente fruibile dovunque, da grande pigra, non dover caricare musica nuova nel lettore mp3 o preparare i raccoglitori di cd è una liberazione!
- Come sei finita a lavorare con Alex Gordon agli Abbey Road Studios?
Abbiamo sempre dato grande importanza all’aspetto della produzione musicale, alla cura del suono, e per questi ultimi brani abbiamo deciso di affidare il master agli Abbey Road Studio, è un regalo che ci siamo concessi.
- Alle tue spalle un tour importante e anche dei premi prestigiosi. Qual è l’esperienza live che ricordi con maggior trasporto?
Un concerto che mi è rimasto impresso l’abbiamo fatto a Fiamene. pioveva e c’erano poche persone ma sono rimaste ad ascoltarci con gli ombrelli sotto al palco fino alla fine, è stato emozionante.
- Questi singoli ti porteranno ad un album? Da cosa dipende secondo te questo passo importante? Stai aspettando il momento giusto?
Sì, uscirà a metà giugno. Non credo esista un momento giusto ma sono passati quasi due anni dall’uscita del mio ultimo album e sono successe molte cose. La band con cui suono ha subito dei cambiamenti e così anche il mio modo di scrivere e le modalità di arrangiamento, sento che è il momento di mettere un punto. Chiudere un capitolo.
