Intervista a Karter

Disponibile da venerdì 14 marzo 2025 su tutte le piattaforme digitali (per Gelo Dischi, e in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo di Karter, nome d’arte del cantautore polistrumentista Andrea Biolcati Rinaldi che, dopo un lunghissimo periodo di assenza (l’ultima sua pubblicazione: l’oscuro album “L’uomo vola la sua ombra a terra” del 2019), torna finalmente con un brano dal titolo “Odio l’estate”, in collaborazione con Luca Urbani, amico e nome fondante dell’underground musicale.
E in questo caso “Odio l’estate” non è solo un titolo, bensì una dichiarazione di disagio, un sentimento nato da esperienze vissute nell’adolescenza. Lontano dall’immaginario spensierato che accompagna questa stagione, il brano esplora l’ansia e il senso di oppressione che l’estate può portare, trasformandosi in un riflesso di emozioni personali e profonde. Un nuovo singolo che arriva a ridosso delle prime giornate di luce, un anticipo di un nuovo disco, un ritorno per Karter sulla scena indipendente che, nonostante i social, numeri, algoritmi e le sue dinamiche, non è poi troppo cambiata.
Di lui abbiamo capito non solo che odia l’estate, ma anche che è pronto a pubblicare un nuovo disco, che è stato tutto spontaneo e che sicuramente il fedele Luca Urbani resterà al suo fianco, come produttore e amico. Ecco cosa ci ha raccontato!
Questo brano è un gradito ritorno dopo alcuni anni di inattività. Ci anticipa un nuovo disco? Da che cosa dipende la pubblicazione di un album? Qual è secondo te il momento giusto?
Sì, il 14 aprile uscirà il mio primo album solista e questo singolo, “Odio l’estate”, è una sintesi delle atmosfere del disco stesso. La pubblicazione di questo album rappresenta il mio nuovo passo, frutto dell’elaborazione di tutti gli anni trascorsi fino ad oggi. Ho seguito ciò che il mio istinto spingeva, i pezzi sono venuti fuori spontaneamente, era necessario raccontarmi per tracciare il mio cammino in questo percorso di crescita che non conosce età e confini.
Luca Urbani viene definito come un tuo amico e un nome fondante dell’underground musicale. Come siete finiti a collaborare? Condividete questo odio nei confronti dell’estate oppure Luca si è solo prestato al pezzo?
Io e Luca siamo amici di lunga data e già in passato abbiamo collaborato. Non so se Luca odi l’estate, dovreste chiederlo a lui. Il featuring è parso ad entrambi una bella idea e così è nata questa nuova collaborazione.
La copertina rappresenta un fiore bianco a tinte fredde, che cosa significa in relazione al tuo nuovo singolo “Odio l’estate”?
Osservazione interessante. “Odio l’estate” fu scritta all’esterno di un cimitero in un caldo mezzogiorno d’agosto. Tutt’intorno il silenzio sembrava così surreale e davanti a me c’erano delle gerbere, il fiore della copertina, così ho avuto l’idea di utilizzare proprio questo fiore a simbolo di quel momento. I colori freddi sono volutamente scelti a definire il contrasto con il caldo di quel giorno e i miei pensieri.
Come hai scelto di dedicare questo brano a Roger Mantovani?
In realtà tutto l’album è dedicato a Roger, uno dei miei amici più cari scomparso recentemente. Un grande professionista, ma soprattutto una persona dal cuore immenso, sempre presente nei miei momenti più belli e in quelli brutti. Questa dedica è il mio modo di dirgli che gli ho voluto e gli vorrò sempre bene.
Quali influenze musicali recenti ti hanno accompagnato alla composizione dei tuoi nuovi pezzi? Qualche nome giovane che ti ha particolarmente colpito?
Nessuna influenza recente, la mia ispirazione si lega ai Sound, i Joy Division e Garbo. Un volto giovane per anagrafica, ma non per carriera, è Lucio Corsi, sono molto contento che grazie anche a Sanremo sia arrivato a tutti.
