GROOVE ON: Tremours, Die Tired, De La Rocka & more

Tremours

Tremours – Dark Glasses

Tremors, il film, è stato uno dei miei più grandi traumi d’infanzia. Tremours (con la “u”), la band, è invece una piacevole scoperta. In comune, oltre al nome, queste due entità hanno anche a quanto pare una passione per il deserto: se lo pseudo-horror era ambientato nel deserto del Nevada, il video del nuovo singolo del duo americano, Dark Glasses, è stato girato nel deserto del Mojave, in California. Il brano mette in realtà un po’ di ansietta così come fa il film: si tratta di un brano alternative rock con sconfinamenti nel post-rock a livello di sperimentazione e di atmosfere, con tinte piuttosto fosche e assillanti, e un cantato quasi mistico, da cantilena rituale. Produzione, scrittura e interpretazione ci piacciono davvero tanto, per un brano che non ha virtualmente punti deboli, a meno che non lo si ascolti aspettandosi qualcosa di catchy e immediatamente memorabile.

Die Tired – Better Off Alive

Ritroviamo i Die Tired, che avevamo conosciuto lo scorso anno con il doppio singolo Play // New Condition. La band americana di Reading suona un rock alternativo molto tirato, e anche reminiscente del post-grunge, con suoni che si sarebbero trovati splendidamente a proprio agio negli anni 2000. Quello che colpisce del nuovo singolo Better Off Alive comunque, al di là delle questioni su sound e influenze, è la produzione limpida e cristallina del pezzo che mette in evidenza tutta la forza delle chitarre e la grinta dei vocals; i Die Tired sembrano una band navigata, di quelle che una ventina di anni fa facevano furore. Il furore che noi gli auguriamo di fare anche nel 2023 nonostante questi suoni giungano un po’ fuori tempo massimo.

De La Rocka – Beer, Blood, Rock ‘n Roll

Una delle caratteristiche migliori del punk rock è che spesso si tratta di un genere che non si prende affatto sul serio, pur facendo le cose per bene. Come nel caso di De La Rocka, che è un pochino un meme già a partire dal nome d’arte (in base al quale non direste mai che si tratta di un progetto finlandese). La sua Beer, Blood, Rock ‘n Roll è una canzone che parla di “fiumi di birra, fiumi di sangue”, su sonorità punk parecchio spinte, quasi hardcore così come il cantato sporco e graffiato. De La Rocka ha suonato per sei anni nella band psychobilly Graveyard Bashers, ma ora si prepara a pubblicare il suo primo disco, con parecchi ospiti della scena punk e psychobilly mondiale.

Simón – Why I

Direttamente da Miami, come potrebbe tradire il nome spagnoleggiante, Simón ci propone il suo singolo Why I. L’artista ha appena diciassette anni, ma mette in mostra già una produzione parecchio limpida e sapiente, vocals controllati e dotati di una certa espressività e capacità di comunicare le emozioni, in un brano magari non particolarmente catchy ma che sa creare e mantenere un’atmosfera intima, riflessiva e anche un po’ malinconica. La canzone sarà contenuta nell’EP d’esordio di Simón, di prossima uscita.

Cold Equations – Set the Boy Free

Si ispirano direttamente all’autobiografia di Johnny Marr, intitolata proprio Set the Boy Free, i Cold Equations per il loro nuovo singolo. Loro dicono di fare jangle rock, che non sappiamo bene cosa significhi, ma a noi sembra un puro e semplice indie rock con influenze ’80s (dei The Smiths ovviamente, e della compagnia affine). La canzone parla del bisogno di staccarsi da qualcuno o qualcosa che si ama, ed è un brano estivo alternativo, ovvero ha chitarre che fanno venire in mente le giornate di sole, magari con una bicicletta nella campagna, ma senza rinunciare al velo di nostalgia spesso tipico di questo genere.


Tutti gli episodi di Groove On sono disponibili a questo link.

I brani di cui parliamo sono raccolti nella playlist Get Your Groove On, che puoi ascoltare qui!

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