GROOVE ON: Shortwave, Andreas Grannes, Defaitism & more

Shortwave

Shortwave – Shackles

Riecco gli Shortwave, la band di Birmingham che avevamo conosciuto in estate con il suo singolo d’esordio Conflict. Il gruppo torna con un nuovo brano intitolato Shackles, che secondo quanto dichiarato dalla band stessa può essere inteso come una sorta di sequel a Regret dei New Order. Non sorprende quindi che le sonorità siano quel connubio di new wave e post-punk che già avevamo avuto modo di apprezzare sulla precedente canzone. Non sarà magari il singolo più catchy dell’anno, però Shackles è un brano davvero solido, scritto e prodotto benissimo, che ha tutte le potenzialità per proiettare gli Shortwave fra le band britanniche più interessanti della scena futura.

Andreas Grannes – Royal Space Dog

Il brano si chiama Royal Space Dog, e con un titolo così nonsense non sorprende forse sapere che il testo è stato scritto traendo spunto da un delirio provato durante uno stato febbrile. L’artista è Andreas Grannes, dalla cittadina di Haugesund in Norvegia: per il suo nuovo singolo Andreas si è buttato su sonorità lo fi rock e dream pop. Il brano ci ricorda in parte le atmosfere degli ultimi due album dei Turnover, e in parte anche qualche accenno di Britpop alla The Verve, specialmente nel cantato. Brano rilassante e rilassato, da presa bene, magari anche un po’ da fattanza, sicuramente approvato.

Defaitism – Tears Fall

Fuori per l’etichetta italiana These Hands Melt, Defaitism è l’album d’esordio self-titled della band anglosvedese, che vuole farci fare un meraviglioso tuffo nel passato, per la precisione alla metà degli anni 2000 quando le sonorità emo e screamo si fondevano alla perfezione in dischi di gruppi come Alesana, From Autumn to Ashes, Scary Kids Scaring Kids e Underoath. C’è tutto questo infatti in un singolo come Tears Fall: riff di chitarra emo, vocals introversi e malinconici che si alternano a urla ferine, blast beat e un incedere progressivo che alimenta un brano di quasi cinque minuti. Forse fuoti tempo massimo, ma assolutamente in tempo per farci salire la nostalgia.

Deni Girl – Ironed to Death

Deni Girl in realtà è un boy; si chiama Tobias e proviene dalla Germania. Il suo progetto vuole esplicitamente scrivere canzoni che puntino più sull’aspetto del divertimento che su quello della complessità musicale, ma ascoltando il suo nuovo singolo Ironed to Death quest’obiettivo non appare certo portato agli estremi. Il brano è molto ascoltabile, sicuramente non complicato da affrontare, ma ci sono buoni assoli di chitarra e riff, passaggi non scontati e un cantato accattivante che rende questo pezzo sì divertente, ma non banale o sempliciotto. Per noi un buon brano alternative rock.

Rooftop Screamers – Dead in the Water

Ritroviamo, dopo il suo singolo Contagious, Rooftop Screamers, ovvero il progetto solista di Mike Collins. Il musicista è primariamente un batterista, per cui per i suoi brani si avvale di una serie di collaboratori per i vocals. Nel caso del nuovo pezzo Dead in the Water, il cantante è Rob Daiker, che interpreta in modo arioso e convincente un brano alternative rock molto melodico e trascinante, con qualche synth ad alleggerire la presa tanto per gradire. Il ritornello è sufficientemente orecchiabile, e se magari non guasterebbe un pizzico di sporcatura rock in più, la catchiness del brano compensa per questo piccolo difettuccio.


Tutti gli episodi di Groove On sono disponibili a questo link.

I brani di cui parliamo sono raccolti nella playlist Get Your Groove On, che puoi ascoltare qui!

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