FOR FANS OF: con First Frontier, Moncrieff & more

First Frontier
Foto di Paul Stafford

First Frontier – Insist

FFO: Tigers Jaw, The Winter Passing, Adventures

Duo di Birmingham attivo dal 2020, i First Frontier sono costituiti da Paul alla chitarra e Helena alla batteria, ed entrambi i membri si alternano anche alla voce. Un aspetto che, unito a quel sound principalmente indie rock ma con notevoli influssi dell’emo “Run for Cover Records” anni 2010, ci fa pensare che la band possa a pieno diritto inserirsi in quel filone di gruppi come Tigers Jaw e The Winter Passing, per citare un paio di nomi. Il loro nuovo singolo si chiama Insist e rispecchia alla perfezione tutto quello che abbiamo appena scritto. È una canzone d’amore, inteso -a detta della band- non tanto nella sua concezione occidentale moderna in cui la persona amata viene vista come un elemento che ci completa (visione quindi egocentrica del sentimento), ma come quel sentimento che ci porta a voler rendere sé stessi completi a favore del rapporto con l’altro.

Moncrieff – Warm

FFO: Lewis Capaldi, Ed Sheeran, Hozier

Moncrieff è un nome in rapida ascesa in Irlanda, territorio da cui proviene l’artista nativo di Waterford (e per il quale abbiamo sempre un soft spot nel cuore). Il suo nuovo singolo Warm sta macinando non solo grandi numeri sulle varie piattaforme, ma trovando anche i primi riscontri sulle radio nazionali attente ai nomi nuovi del panorama musicale. Si può senz’altro capire come mai ascoltando il brano: questo tipo di pop con qualche fugace influenza soul retto da un pianoforte è musica che da anni fa sfracelli nelle classifiche tanto d’Oltremanica quanto del nostro Paese -pensiamo ad artisti come Hozier ed Ed Sheeran ma anche John Legend, tutti passati con ampio successo per i nostri canali radiofonici e televisivi. Non sappiamo se Moncrieff seguirà lo stesso felice destino; glielo auguriamo ovviamente, ma le premesse sembrano tranquillamente esserci.

Hyattsvillain – Dr. Colorado

FFO: The Hives, Foxboro Hot Tubs

Da Washington DC alle montagne del Colorado, passando per tutti i garage più sudati d’America. Gli Hyattsvillain sono una band nuova fiammante, che ha debuttato nel 2021 con un paio di singoli, l’ultimo dei quali ci spiega che Yolo Is a Lie. Dr. Colorado è il titolo del loro nuovo pezzo, ed è un brano completamente garage rock, a partire dalle sonorità molto DIY e lo fi che in questo genere sono lo standard se si vuole anche solo essere presi sul serio. Loro però fanno un tipo di garage particolarmente veloce e scatenato, molto punk, che ci fa venire voglia di pogare sottopalco.

SeeMoreGlass – Cory, What If We Don’t Know Anything?

FFO: The Wonder Years, Cartel

Ascoltiamo il nuovo brano dei SeeMoreGlass e non possiamo fare a meno di pensare di trovarci in un South Philly basement a fare crowdsurfing toccando il soffitto del locale mentre per terra le suole delle scarpe si appiccicano al pavimento incrostato di birra stantia e sudore (the best feeling, credetemi). Cory, What If We Don’t Know Anything? sembra uscito dalla tracklist di uno dei primi dischi dei The Wonder Years, quelli più pop punk, ma con un filo di velocità e di angst in meno in favore di un approccio leggermente più leggero e poppeggiante, un po’ come facevano i Cartel prima che MTV li infilasse in una bolla gigante per un reality show. Il 22 febbraio è uscito il nuovo album Roaring Paper Spring, e questa canzone è stata scritta come risposta di getto al tumulto e alle violenze sociali degli anni di presidenza di Trump; non per nulla, i guadagni delle prime quattro settimane di vita del disco saranno interamente devoluti alle associazioni No More Dysphoria e SNAP.

Jeremy Engel – I Got Caught

FFO: Leonard Cohen, Frank Turner senza gli Sleeping Souls

Nato in Francia ma di stanza a Dublino da qualche anno, con un’importante esperienza lavorativa all’ONU nel mezzo che l’ha portato a conoscere gente come il Papa, Barack Obama e Kofi Annan, Jeremy Engel si presenta con un nuovo singolo intitolato I Got Caught. Il brano parla di una relazione soffocante, ma il sound non è di quelli angoscianti che danno la percezione sensoriale della mancanza di aria; semmai si tratta di una ballad vicina al folk, suonata full band ma dove indubbiamente dominano la chitarra e la voce di Jeremy. Oltre che cantautori grandi del passato come Leonard Cohen (citato dallo stesso Jeremy come una delle sue principali influenze), ci sembra di sentire fra le note della canzone qualche eco del primo Frank Turner, quando ancora non aveva incorporato gli Sleeping Souls nei suoi dischi.

Nasty Geographic – Deserve You / Grow Up

FFO: Royal Blood, Red Hot Chili Peppers

Nasty Geographic è lo pseudonimo sotto cui si cela l’artista, autore e avvocato (carmina non dant panem) americano Joe Blackhurst. Il suo più recente album si chiama Bad Pop ed è uscito il 4 febbraio, scritto, composto e poi registrato come tutti i dischi di Joe nel corso di un’unica settimana -una sorta di sperimentalismo musicale applicato non tanto alle sonorità quanto alle modalità di creazione e distribuzione del contenuto. Su Bad Pop le canzoni che sentiamo appaiono principalmente ispirate dal funk sconfinando nel pop rock adiacente al mainstream (band come Red Hot Chili Peppers e Royal Blood possono fungere da buon termine di paragone), un po’ come sentiamo su due dei brani tratti dal disco, ovvero Deserve You e Grow Up.

Veers – Don’t Let It Be Me

FFO: Royal Blood, Interpol, Nothing but Thieves

Quando un cantante inglese incontra un gruppo di musicisti americani può sempre nascere qualcosa di buono, come dimostra del resto la storia degli All Time Low. I Veers si formano quando a Los Angeles s’incrociano le strade del britannico Andrew Proctor (frontman, chitarrista e principale compositore) e degli arizoniani Nick Lanata (basso) e Spencer Schuck (chitarra), più il batterista Chris Neff originario dell’Oregon. Il sound del gruppo è molto ispirato all’alternative rock di gran moda oggi soprattutto in Inghilterra, come testimoniato dal successo di band come Royal Blood e Nothing but Thieves, e si dichiara esplicitamente influenzato dagli Interpol. L’album d’esordio, The Universe Reversal, è in arrivo il 16 settembre 2022, anticipato da questo singolo Don’t Let It Be Me che è una vera scarica di energia.

The Night Bus Strangers – Dialogue of a Mad Man

FFO: Tom Waits, Bob Dylan

Con un nome evocativo come The Night Bus Strangers -così come del resto il titolo del brano Dialogue of a Mad Man– era naturale che le atmosfere ricreate da questo gruppo tedesco proveniente dalla bella Amburgo fossero crepuscolari, sofferte, da bassifondi. Un pezzo retto principalmente dalla chitarra e dal piano, anche se negli ultimi secondi interviene un sound da full band, ma che ha nei vocals il proprio punto di maggior interesse: la voce è ruvida, grattata, spigolosa ma anche molto intensa e capace di convogliare passioni ed emozioni, proprio come nei classici brani di un artista vocalmente simile come Tom Waits. Il brano proviene da un album chiamato curiosamente PanAm to Panama (noi i giochi di parole li apprezziamo sempre) in arrivo il 1° aprile, che sarà il quinto disco dei The Night Bus Strangers.

Charles Like the Prince – Cigarette

FFO: Alvvays, Weyes Blood, Men I Trust

Si chiama Charles Like the Prince ma non è inglese, bensì viene esattamente dalla parte opposta della Manica, ha uno studio affacciato sull’Atlantico e prende più di qualche ispirazione dalla musica prodotta dalla parte opposta dell’oceano da artisti come Alvvays, Weyes Blood e Men I Trust. Il suo nuovo singolo Cigarette ha quelle vibe estive da macchina decappottabile su una strada costiera americana, tra indie rock e dream pop. La canzone è tratta dal prossimo EP dell’artista transalpino, la cui uscita è prevista nel corso dei prossimi mesi.


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