The Ghost Inside a Outburst Fest, Circolo Magnolia – 04/08/26: il live report

Il primo martedì di agosto è stato una giornata speciale, nel cuore della caldissima estate milanese. L’anniversario di Outburst Fest ha visto il grande ritorno dei The Ghost Inside per uno speciale show a Milano, accompagnati da Terror, Lastelle e performance brutali di quattro band italianissime.
I Dead//Fall hanno aperto le danze a metà pomeriggio, con un pubblico inizialmente un po’ timido ma scaldato subito dalla bravura della band, con voci importanti, sia melodiche che più harsh e sonorità subito cariche e cattive, mettendo subito in chiaro il mood della giornata.
È toccato poi ai Defamed, che hanno portato una sana dose di deathcore nella lineup. Il sound assolutamente brutale ha contrastato con gli outfit esibiti sul palco, con colori brillanti e stampe estive, in un’opposizione divertente che ha fatto sì che non mancasse interazione col pubblico, sia divertito che pronto a moshare ascoltando anche una canzone inedita in uscita prossimamente.
I Never Obey Again hanno conquistato il palco subito dopo. Band capitanata da una potente voce femminile e dal sound reminiscente degli anni 2000 che vantava fan affiatati nel pubblico, con merch ed entusiasmo nel cantare i testi delle ultime uscite oltre che le hit passate.
La sezione di live sul palco italiano si è concluso con i Summer Hailstorm. La band, già molto conosciuta nella scena locale, ha regalato una performance molto interattiva col pubblico, scendendo dal palco e facendo crowdsurfing: una delle migliori esibizioni recenti del gruppo. Il set si è concluso con il reminder sul fatto che per quanto la scena internazionale sia chiacchierata, rimane underground ed è il pubblico che la tiene viva e permette alle band di venire in Italia. È stato, sotto questo punto di vista, molto bello notare il supporto delle altre band italiane durante i set dei colleghi, passati a cantare dal pubblico.
Tempo di un cambio di palco, e la sezione internazionale è stata aperta dai Lastelle.
Band inglese già affezionata all’Italia grazie a un live risalente a questa primavera, il loro sound è decisamente più pacato rispetto ad altri artisti in lineup, ma non è mai risultato fuori posto nel Fest nemmeno per un istante. I testi sono carichissimi di emotività, commozione e un mix collaborativo tra membri della band che non solo suonano strumenti (tra cui la tromba), ma che cantano alternandosi al vocalist.
Il pubblico a tratti è sembrato restio nei loro confronti, sia per caldo che per il probabile shift nel tono rispetto ad altri, e il vocalist ha dovuto spronare diverse volte a mostrare energia in maniera molto tenera, scendendo a cantare nel pubblico per aprire un piccolo moshpit, e facendo accendere torce, per poi insegnare il ritornello della loro canzone Breathe Me In (mia personale preferita del repertorio che consiglio vivamente). Il set si è rivelato un gran successo, con alcuni fan affiatati nel pubblico, tanti sorrisi dal palco, qualche lacrima e diverse maglie del merch spuntate.
Il tempo di un respiro e sorso d’acqua alla casa dell’acqua gratuita del Magnolia (aspetto migliore di ogni singolo evento organizzato alla location) ed è toccato ai Terror.
Lo switch nelle prime file del palco grande è stato immediato ed evidente, con molti fan più adulti e dall’estetica tipica legata allo stereotipo dell’hardcore, moltissimi tatuaggi imponenti, piercing e magliette hc, ma il set ha dimostrato ancora una volta come ci sia posto per tutti all’interno del genere, a prescindere da ogni cosa. L’interazione da parte del pubblico è stata puro caos, i membri della band si sono esibiti nelle loro canzoni da inno e denuncia tipiche del genere, aspetto ancor più importante in un periodo storico come quello che stiamo vivendo.
È toccato poi agli headliner, i The Ghost Inside.
Il pubblico si stringe in una sorta di abbraccio, riempiendo interamente lo spazio davanti al main stage, pronto ad accogliere una delle band più amate nella scena metalcore internazionale, di ritorno dopo qualche anno di assenza da Milano. Si respirava l’entusiasmo nell’aria, i moshpit sono partiti dalla prima nota e sono proseguiti fino all’ultima del set, senza mancare di crowdsurfer.
La band, ormai affiatata col pubblico italiano, ringrazia Hellfire Booking per aver sempre portato loro e altre band della scena nel nostro paese, esprimendo tutta la gratitudine anche ai fan nella folla. Il vocalist Virgil ha definito questa data la sua preferita di tutte quelle milanesi mai fatte fino ad ora: essendo stata già in passato ai concerti della band, non mi sento di dissentire.
I vocals sono perfetti, non solo da parte del cantante ma anche del resto dei musicisti e backup singers, la musica rappresenta appieno tutti gli elementi del metalcore più tradizionale, dai suoni più potenti e taglienti ai testi commoventi ricchi di speranza e perseveranza, dati dal passato della band e dalla loro forza nel rialzarsi e ricominciare senza paura. Anche qui, il pubblico era del tutto eterogeneo, di ogni genere ed età o preferenza musicale, fattore che ha incarnato un po’ l’essenza di tutto il fest, fatto con e per la scena.
La serata si è conclusa con un DJ set di FullMetalcore, che ha accolto tutti i fan, sorprendentemente ancora carichi di energia al termine dell’intensa giornata, dimostrando ancora una volta come ci sia spazio per chiunque nel mondo alternativo, a patto di essere sé stessi e vivere appieno ogni emozione condivisa.
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