Intervista ai Nolo

Tornano i NOLO con un nuovo singolo dal titolo “SOTTOVOCE“, disponibile da venerdì 29 novembre 2024 su tutte le piattaforme digitali (per Believe Italia). Un nuovo capitolo per la band di Milano che ci racconta quella sensazione comune, quella di voler brillare, anche con la consapevolezza di essere solo una lampadina in una grande metropoli: la sensazione di sentirsi completamente invisibili nella città più illuminata del mondo… sentire l’esigenza di gridare, manifestare la propria presenza per poi desistere, strozzando l’urlo in gola. Alla fine, questo sistema di piccole ed ironiche “invisibilità palesi” regge in piedi la città delle luci.

SOTTOVOCE“, che riprende il fil rouge luminoso e cittadino del precedente album della band, “Luminia“, è una canzone sulle mille vite di una notte dove tutti brillano e nessuno spicca. È la bellezza e la trappola nascosta dello status quo.

Oggi li abbiamo intervistati, e ci siamo fatti raccontare quel loro quartiere che è cambiato così tanto e da cui è iniziato tutto.

Quali sono i luoghi del quartiere di Nolo, a Milano, che più frequentate e più avete voglia di segnalarci? Perché il quartiere di Nolo è così importante per voi?

Se dobbiamo segnalarvi due posti non possiamo non citare il NoLoSo e il Ghepensimi, due locali dove abbiamo passato davvero tante serate. I due membri che hanno fondato il progetto (Simone e Giulio) sono originari del quartiere, da prima che prendesse questo nome. Il nome è stato scelto proprio per rimarcare l’origine.

Da qualche parte abbiamo letto che il vostro primo concerto è stato quando avevate solo 12 anni. Ce lo raccontate? Da quanto vi conoscete e qual è il collante che vi tiene insieme da allora?

I Nolo in questo momento sono formati da quelle che potremmo definire due coppie: Simone e Giulio, che hanno iniziato a suonare insieme alle medie (avevamo 12 anni), proprio nel quartiere ora chiamato Nolo. Il primo concerto fatto a quell’età… È stato ovviamente terribile! Ma noi ne conserviamo comunque un dolce ricordo. Alessandro e Alberto, due musicisti marchigiani, anche loro amici da sempre, che suonano da quasi 10 anni assieme in vari progetti.

Dal punto di vista musicale, come vi ha influenzato la gentrificazione delle vostre zone a Milano? Sarebbe stato tutto uguale, se questo processo non fosse avvenuto?

Milano vive una sua apertura verso il mondo in generale. Il quartiere di NoLo ha seguito l’onda, si è aperto al mondo ed ha assorbito una luce tutta sua per crescere ed arrivare dov’è ora. Anni fa, la zona non poteva in nessun modo essere definita “accattivante” per i giovani del quartiere. Con i Nolo abbiamo sempre voluto rispecchiare questa apertura, farci contaminare dal mondo, anziché chiuderci nel quartiere.

Cosa vi porta invece a confezionare dei veri e propri piccoli manifesti generazionali. Quali sono le caratteristiche della generazione di noi nuovi trentenni?

Non sappiamo se definirli proprio manifesti generazionali, noi scriviamo per noi stessi, per quello che proviamo. La nostra è una generazione forse leggermente persa: mancano grandi punti di riferimento ideologici, così come artistici. Forse ci troviamo sulla cima di una collina esattamente fra due generazioni molto diverse.

Questi nuovi pezzi faranno parte di un nuovo album?

Per adesso no, le canzoni sono connesse da un macro-tema: l’invisibilità. Stiamo cercando di declinarla in ogni modo possibile. Vedremo poi se il vento tirerà verso un disco oppure se continueremo così.


Tutte le nostre interviste sono disponibili a questo link.

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