From Ashes to New – Reflections / La recensione

From Ashes to New Reflections, copertina

 

Questo venerdì 17 ci ha sorprendentemente portato fortuna: è uscito il nuovo disco dei From Ashes to New, Reflections. Si tratta del quinto album full length della band nu-metalcore americana, che abbiamo avuto la fortuna di vedere dal vivo all’inizio di questo mese.

Le dodici canzoni che lo costituiscono segnano l’inizio di una nuova era e di una nuova direzione intrapresa dalla band, mischiando suoni tradizionali del suo repertorio a sonorità più heavy, a testi che trattano tematiche altrettanto pesanti come l’uscita dalla propria comfort zone e la lotta contro i momenti bui.

 

L’idea di voler emulare a livello di sound la pesantezza delle esperienze raccontate dalle canzoni viene introdotta già dalla scelta dei singoli pubblicati, tra cui Drag Me che apre l’album con carica e potenza, e New Disease con sonorità reminiscenti di band come i Bad Omens, oltre a brani come Villain e Die for You che raccontano della fine di rapporti dolorosi e della presa di coscienza della propria responsabilità nella sofferenza della persona amata tramite sonorità elettriche e cariche di energia e testi commoventi. La run dei singoli si è conclusa in concomitanza con la pubblicazione del disco insieme a Forever, ultimo singolo e forse il più malinconico dei dodici brani, perfetto per chi non vuole solo divertirsi con la musica ma sentirsi anche un po’ triste.

Non mancano canzoni che danno speranza all’ascoltatore e sottolineano l’importanza di stare uniti e resilienti nonostante il proprio dolore e la sofferenza, diventando dei veri e propri inni che dal vivo si presteranno perfettamente a momenti di condivisione col pubblico, tra cui Darkside, (Not) Psycho, leggermente elettronica e perfetta per moshare dal vivo, e Black Hearts (la mia preferita dell’album, questa specifica combinazione tra rap e gli harsh vocals sono l’highlight di tutto il disco a mio parere).

 

Il filo conduttore del disco sembra essere l’altalenarsi tra paradiso e inferno, la speranza che coesiste con la sofferenza a seguito di una perdita, così come l’amarezza di riconoscere di essere il cattivo nella storia di qualcun altro a cui abbiamo causato dolore. La riflessione finale è però l’idea di accettare che da momenti brutti e difficili può comunque nascere qualcosa di bello, proprio come questo disco che ho molto apprezzato. Speriamo di rivedere presto la band nel nostro paese così da sentire ancora più canzoni tratte da Reflections.


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