SI! BOOM! VOILÀ! – super sì o super no?

I cantanti contano i dischi
I giornalisti enfatizzano i dischi
Supergruppo – ma poi perché li chiamiamo così? Cos’hanno di super? Cioè, okay, musicisti famosi (e non automaticamente bravi, attenzione) che suonano con altri musicisti famosi, e quindi? Dovrebbe essere una sorta di garanzia? Mi spiego meglio. L’Uomo Ghiaccio degli X-Men è un supereroe e qui sul pianeta Terra è piuttosto forte se non letale, ma se si trovasse su Mustafar (il pianeta di lava di Star Wars, dai che ce l’hai) diventerebbe un rigagnolo d’acqua. Allo stesso modo, Elisa è una cantante formidabile, ma se facesse un disco con i Melvins – ho appena dato vita a un sogno – non so quanto sarebbe super…
Roberta Sammarelli è uscita dai Verdena, questa è la notizia che ha sconvolto il rock italiano nel 2025. Che lei si fermasse era fuori discussione, quindi vediamo a chi si è affiliata per formare i SI! BOOM! VOILÀ!. Giulia Formica: la più giovane, batterista, un passato tra le fila dell’emo italiano (Lantern vi dice niente?), oggi con nomi blasonati tipo Baustelle o Selton. Quando sento una donna lamentarsi dello stereotipo secondo cui non può suonare la batteria, non mi incazzo perché credo nel luogo comune, bensì mi incazzo perché la donna in questione non suona neanche lontanamente come Julie Ant.
Davide Lasala è un nome che non mi spiego del tutto qui in mezzo. Produttore, legato a nomi quali Giorgieness, Le Endrigo, più recentemente Circus Punk, Le Schiene di Schiele… insomma, produce (per non dire spenna, stando alle mie fonti) artisti piccoli e generalmente promettenti. Qui però suona la chitarra e non produce. Eh sì, perché al posto suo c’è un altro nome noto che non si tira certo indietro davanti ai soldi: il mitico Ragno, Giulio Favero. Scherzo, non ho nulla contro di lui, anche se la reunion del Teatro non avveniva senza bonifici generosi.
In questo progetto Ragno suona la chitarra come negli One Dimensional Man, anche perché al basso ovviamente c’è Roberta. Chi manca? La voce, e qui una sorpresa interessante c’è. N.A.I.P., Michelangelo Mercuri. A lui non si può non voler bene, in pubblico mette automaticamente il sorriso a tutti. Personaggio costruito o pirla genuino? Non ci è dato saperlo, e non è nemmeno importante in questa sede.

Che disco hanno fatto i SI! BOOM! VOILÀ!? Come tutti i supermegaipergrupponi, il primo (e quasi sempre unico) album è omonimo. Loro rispettano la regola e ci regalano 37 minuti divisi in 11 tracce. Stranamente lungo per gli standard di oggi – non è una lamentela, anzi. Copertina potpourri oggi considerata oscena, ma tra vent’anni rivalutata come capolavoro, quindi goditi la gloria futura, caro Pasquale de Sensi.
“PINOCCHIO” è stato il primo assaggio e a me aveva deluso molto: non un brutto brano, ma ricorda davvero troppo Il Teatro degli Orrori, vuoi perché anche qui il cantato è più recitativo che melodico, vuoi per la produzione (le chitarre sono fottutamente identiche). Fortunatamente, il resto dell’LP sta a galla, se non addirittura nuota spedito. Il noise rock lascia spazio anche a influenze diverse, come la strofa super catchy di “VOILÀ” o il bridge di “MENTRE SUCCHIAMO”.
Emergono sporadicamente anche le ombre degli altri membri; “DA ZERO” ma un po’ anche “DIO, COME TI ODIO” ricordano il trio bergamasco; “VIVERE COSÌ COSÌ (NON SI PUÒ PIÙ)” potrebbe essere una parodia dei Baustelle e ci crederei. Inutile dirlo, il brano migliore è quello in cui sembrano di più loro stessi, “UN PEZZO DEGLI SWANS”.
Uno dei punti di forza del quintetto è sicuramente N.A.I.P., che oltre alla propria follia (ma la parte autotune in “SALDI DI FINE TUTTO”?) sfoggia una penna per nulla scontata, tagliente, ironica e scorretta. Se non fosse per un solo passo falso -adesso ci arrivo.
SI! BOOM! VOILÀ!.
Etichetta? Woodworm.
Distribuzione? Universal.
Ufficio stampa? Astarte.
Booking? Gemma Concerti.
Ecco, con un identikit del genere, veramente ci dobbiamo sorbire la super moralistica “SANTI NUMERI”? È bello che un artista famoso e del circuito big si esponga sulla faccenda, ma se poi dietro di sé ha una struttura del genere, probabilmente ha inciso la parte mentre aveva il cerone sul viso e un bel nasone rosso.
In sintesi, avevo aspettative molto basse riguardo questo progetto. Invece tutto sommato si salva. Vediamo cosa succede dopo, se succede qualcosa.
TRACCE
- VIVERE COSÌ COSÌ (NON SI PUÒ PIÙ)
- SANTI NUMERI
- PINOCCHIO
- VOILÀ!
- LAVORI IN CORSO
- MENTRE SUCCHIAMO
- GOGNA RAGAZZO GOGNA
- UN PEZZO DEGLI SWANS
- SALDI DI FINE TUTTO
- DIO, COME TI ODIO
- DA ZERO
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