Paledusk al Legend Club di Milano – 17/05/26: il live report

 

Legend Club pieno fino all’orlo e quattro band in scaletta dipingevano già una scena interessante per la serata di domenica 17 maggio, ma nessuno era pronto per le esibizioni che si sono susseguite su quel palco. Si è rivelata una delle serate più pazze e interessanti dell’anno; noi intanto proviamo a raccontarvelo.

 

Il locale già abbastanza riempito a partire dall’inizio della serata ha accolto calorosamente gli Headwreck, australiani freschissimi, giovanissimi e senza timidezza che hanno subito inquadrato l’atmosfera: energia scoppiettante, suoni sperimentali tra vibe hardcore ed elettroniche con vocals che si alternano tra harsh e puliti super intonati più ‘tradizionali’. La loro prima volta in Europa si sta rivelando un successone, riuscendo a coinvolgere anche il pubblico che non li conosce con la loro scaletta composta da brani come Raindrops (nuova release), Razor, Buzzsaw e una cover di Lying from You dei Linkin Park. Musicalmente sono stati i miei preferiti di tutta la lineup e li consiglio vivamente.

Subito dopo è toccato ai Greyhaven, di ritorno a Milano dopo il tour autunnale con i Better Lovers. L’esibizione di questa serata è stata di un livello nettamente superiore, mostrando molta più sicurezza e padronanza del palco rispetto alle loro ultime apparizioni, aiutati sicuramente anche dal pubblico che li ha accolti calorosamente e cantato a squarciagola le loro canzoni. Canzoni come Burn a Miracle, Where the Light Leaves Us e Echo and Dust pt 1 hanno intrattenuto ed emozionato un pubblico che è al loro fianco da anni: è sempre un piacere vederli sul palco e speriamo che tornino presto a trovarci.

I Knosis sono una band difficile da raccontare, e la loro performance non è stata da meno. L’introduzione è stata senza fronzoli, hanno sistemato i propri strumenti e sono rimasti sul palco fino allo spegnimento delle luci che ha dato il via al loro set, e sai che quando il cantante fa stretching prima di iniziare a cantare, vedrai delle belle botte.

 

Ryo Kinoshita, il vocalist, si è letteralmente trasformato nel momento in cui la prima nota della sua band (stilosissima, è importante sottolinearlo) è risuonata nell’aria: ha fatto contatto visivo con ogni singola persona che incrociava, e ha cantato come ho sentito poche persone fare nella mia vita di fan dei concerti. L’energia è stata a 100 dall’inizio alla fine, anche nel momento più centrale in cui sono state cantate le hit più toccanti e profonde.

Metà del concerto è stata fatta in mezzo al pubblico, che Kynoshita dal palco ha raggiunto con una letterale capriola sulle persone, per procedere a picchiarsi in mosh pit e fare crowdsurfing su molti fan venuti indossando il loro merch. Stile hardcore, vocals che mi hanno ricordato addirittura tratti deathcore e una canzone finale puramente techno hanno distrutto locale e pubblico.

Dopo queste calde introduzioni, è toccato ai nostri headliner, i Paledusk. Dal pubblico ho pensato che salire sul palco dopo tre band simili si sarebbe rivelata un’impresa ardua, ma la band di Fukuoka sapeva benissimo come mettere a frutto i suoi 70 minuti sul palco. Iper professionali dal primo istante in cui hanno messo piede sul palco e per le successive 17 canzoni, ma allo stesso tempo velocemente sciolti e rilassati grazie al calore dei fan, fattore che ha lasciato trasparire un’umanità quasi inaspettata nella band.

 

Le canzoni sono state alternate a numerosi momenti di conversazione, in cui il pubblico era esortato a partecipare (non è stato necessario ripeterlo: i mosher salivano sul palco e si lanciavano di sotto) e allo stesso tempo ringraziato infinitamente per il supporto e per aver reso possibile il loro primo tour europeo da headliner, oltre ad averci deliziato con ‘ci son due coccodrilli’ cantata in italiano perfetto. Pur essendo un locale a capienza non enorme, il Legend Club si è illuminato di giochi di luci e fumo, come parte della scenografia che ha perfettamente accompagnato l’esibizione dei Paledusk. Con un repertorio costituito da canzoni e generi molto diversi tra loro, è stato magico vedere il coinvolgimento del pubblico che cantava a squarciagola, scatenandosi su hit come SLAY!!, HUGs ed emozionandosi con I’m Sorry. È stata veramente una serata da ricordare.

La scaletta dei Paledusk al Legend Club di Milano il 17 maggio 2026:

  1. PALEDUSK THEME SONG #1
  2. I ♡ YOU BABY!!
  3. SLAY!!
  4. SUPER NATURAL HIGH
  5. I’m ready to die for my friends
  6. NO WAY!!
  7. PALEHELL
  8. AFTER DUSK
  9. Q2 (“HAPPY TALK” version)
  10. AREA PD
  11. GOOD DEATH
  12. DIVE INSIDE FOREVER IN THE DARK
  13. NO!
  14. HUGs
  15. I’m sorry
  16. RUMBLE
  17. Lights

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