I greatwaterpressure ci hanno raccontato il loro nuovo EP “passo zero”

Un viaggio attraverso atmosfere nu-funk e disco di ispirazione 70’s, vibrazioni sonore che vengono riproposte in chiave contemporanea e che strizzano l’occhio all’italo-disco di nuova generazione: “passo zero” è il nuovo EP dei greatwaterpressure, un’opera che cattura l’essenza di un percorso emotivo tra alienazione e momenti di introspezione, in un melting pot artistico totale.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con il collettivo milanese, e ci siamo fatti raccontare il nuovo lavoro discografico che trova equilibrio nei testi personali e negli arrangiamenti dinamici, raccontando di una fuga ma anche di un ritorno, esplorando la frenesia della vita urbana tra momenti di rabbia e vulnerabilità.
Il vostro progetto si ispira alle sonorità disco/funk degli anni ’70 e ’80, reinterpretate in chiave elettronica con influenze R&B. Potete raccontarci come è nato il collettivo e quali sono state le principali influenze musicali che vi hanno guidato?
Siamo due produttori che sono sempre stati visceralmente attratti dalla musica disco/funk di quegli anni, ma senza aver mai avuto l’occasione di produrla o comunque di riproporla personalmente. Il nostro incontro artistico è avvenuto in pieno lockdown, un periodo che ci ha permesso di dedicarci a tempo pieno alla ricerca sonora che avevamo in mente, fatta di sezioni ritmiche che dettassero il groove, intrecci di chitarre e synth anni ’80 e melodie felici con testi abbastanza leggeri e disimpegnati. Ci siamo presi un periodo di incubazione durante cui abbiamo collaborato con musicisti super talentosi, prima di tutto amici, con i quali si è un po’ spontaneamente creata la dinamica del collettivo artistico.
Il vostro nuovo EP “passo zero” cattura l’essenza di un percorso emotivo tra alienazione e introspezione. Quali esperienze personali o collettive hanno influenzato la scrittura e la composizione di questo lavoro?
Siamo di Milano, un contesto urbano che tende facilmente a creare alienazione. Durante la produzione di questo EP molti di noi hanno affrontato decisioni importanti, figlie di riflessioni sulla propria vita che giocoforza sono entrate nei testi di questo EP. “passo zero” è una terminologia che deriva dal basket, una passione che accomuna molti membri del collettivo: fa riferimento al momento in cui un giocatore raccoglie il pallone decretando ufficialmente l’inizio del terzo tempo che si concluderà auspicabilmente con un canestro, ma anche con un fallo di sfondamento, un errore, un’infrazione di passi etc. Abbiamo pensato che fosse una metafora di vita calzante con il momento, oltre ad essere un titolo perfetto per il primo EP del progetto.

I testi dell’EP combinano inquietudine e romanticismo, esplorando la frenesia della vita urbana tra momenti di rabbia e vulnerabilità. Come riuscite a bilanciare questi temi contrastanti nelle vostre canzoni e quale messaggio sperate che gli ascoltatori colgano?
Se ci si pensa bene sono temi nemmeno così contrastanti… Non c’è un messaggio specifico che rivolgiamo agli ascoltatori, pur sapendo che alcune tematiche sono condivise da molte persone della nostra generazione. Per noi è sufficiente trasmettere la nostra idea di musica, sperando che possa essere di svago o addirittura di sfogo per qualcuno.
La produzione dell’EP vede la collaborazione con il produttore Mark Evich e il coinvolgimento di vari membri del collettivo nella scrittura, composizione e arrangiamento dei brani. Come si è sviluppato il processo creativo e collaborativo durante la realizzazione di “passo zero”?
Noi due (Gabriele ed Edoardo) abbiamo composto, arrangiato e suonato tutte le pre-produzioni, che sono poi finite in California tra le mani di Mark, il quale ha chiuso le produzioni definitive. Successivamente ognuno nel collettivo ha dato il proprio contributo decisivo, suonando le tracce, scrivendo o perfezionando i testi, prima di rimandare tutto di nuovo a Mark per il mix.
“supersenzapiombo” ha anticipato l’uscita dell’EP, dando un primo assaggio del vostro sound e delle tematiche che affrontate. Con la bonus track “no matcha / da soli” aggiungete un nuovo tassello al vostro viaggio. In che modo questo brano completa o espande il racconto dell’EP?
“no matcha / da soli” è una delle nostre primissime produzioni. È un brano che ci piace molto portare soprattutto ai concerti perché la sezione ritmica eseguita da Davide Capizzi e Federico Ardemagni – batterista e bassista resident del collettivo – esprime il meglio di sé proprio in un contesto live. Inizialmente non venne pensata per essere inclusa nell’EP, ma le registrazioni di basso e batteria in presa diretta erano troppo belle per non fare un tentativo. Una straordinaria performance canora di Federica Carobene, alla sua prima (speriamo delle tante) collaborazione con noi, ha coronato la produzione. Alla fine, abbiamo deciso di pubblicarla come bonus track soprattutto per ringraziare gli ascoltatori e i supporters più fedeli, che continuano a sostenerci con amore.

