High Vis al Legend Club di Milano – 19/06/2026: il live report

Testo di Persimmon Collective
Venerdì 19 giugno poneva delle serie difficoltà per gli amanti della musica alternativa. American Football all’Alcatraz per i fan dell’emo della prima ora. Haywire e Nothing al Low-L Fest di Piacenza, una combo vincente per i cultori dell’hardcore e dello shoegaze. E poi High Vis al Legend, una delle band della nuova scena hardcore più amata e chiacchierata. Band che dopo anni di attesa ha deciso di venire ogni sei mesi in Italia. Non male!
Alla fine la musica è qualcosa di molto personale e tra le tre ottime serate che potevano prospettarsi scelgo gli High Vis. Forse perché alla fine preferisco i concerti piccolini e questo tra i tre era quello col contesto più intimo. Poi l’idea di vedermeli con un po’ meno calca rispetto al loro sold out headline show del 2024 e alle loro memorabili aperture ai Deftones e ai Turnstile mi allettava non poco.
Arrivo con il mio amico Fabio e ci vediamo la fine del set degli Irma. Ho visto già varie volte Pez, Paco e soci e mi sono sempre piaciuti. Anche questa volta non deludono. Sonorità post-hardcore, testi ad alta intensità e tanto, tanto cuore. Perfetto opener per la serata.
La cosa che mi fa prendere subito bene e è vedere che il locale è bello pieno e c’è una bellissima atmosfera. Questo è immediatamente confermato con l’arrivo sul palco di Graham e soci. Poco dopo il set degli Irma, giusto il tempo per mettere giù pedaliere e scalette, la band parte con energia a mille. Drop Me Out, uno dei singolo più tirati dell’ultimo disco apre le danze, Altitude fa partire il mosh pit e il Legend si infiamma.
Si alternano come sempre pezzi tirati e pezzi dalle sonorità più Britpop come Talk for Hours e Guided Tour per far prendere un po’ di respiro al pubblico ma anche per dare spazio a momenti più riflessivi, momenti che non mancano tra un pezzo e l’altro quando Graham ringrazia tutti per essere lì a cantare con lui; cosa che non sottovaluta dato che avrebbe potuto perdere quando ha cercato di togliersi la vita. Ricordando l’importanza di “check in on your friends” la band chiude con la doppietta hardcore The Bastard Inside e Choose to Lose, seguita dalla doppietta che ha veramente definito e cristallizzato il sound della band: Mind’s a Lie e Trauma Bonds. E sul ritornello di Trauma Bonds cantiamo tutti per l’ultima volta sperando che tornino presto con nuove canzoni che possano ispirarci come le loro attuali.
Grazie Hellfire per la splendida serata!
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