“La paura è sentimento forte e va domata” / Intervista a Sidstopia

Sidstopia

Asma è il nuovo album di Sidstopia, disponibile da venerdì 17 novembre. Anticipato dal singolo Kintsugi, Asma è una terapia in otto capsule interamente scritta da Sidstopia che, dando sfogo a una molteplicità di impulsi creativi, arriva a un lavoro variopinto ma di solida univocità.

Ciao Sidstopia! Asma è il completamento di Asma500, il tuo nuovo concept album in cui è proprio l’asma a diventare il filo conduttore delle tue riflessioni: la scrittura ti ha aiutato nel processare e affrontare la paura del futuro di cui parli nei sette brani?

Penso di sì, la paura è sentimento forte e va domata; non se ne andrà mai, quindi puoi solo imparare a conviverci. Scrivere mi ha permesso di scoprirmi, quindi autoanalizzarmi e inevitabilmente coglierne i fattori scatenanti. Forse è più una questione di consapevolezza: affrontare la paura è un altro cinema, serve lavorare tanto su sé stessi.

Quanto è difficile rendere esplicito un tema personale attraverso la musica? Come riesci a farlo arrivare in maniera diretta a chi ti ascolta?

In realtà è più facile di quanto sembri, o almeno per me. Il rap è l’unico mezzo con cui riesco a esprimermi al 100%. Trovo più complicità nel dibattito verbale o la stesura di un post, raccontarsi con i genitori, gli amici… la chiave è sempre l’autenticità, poi la figata di questo genere è che ti permette di vedere le cose da prospettive differenti e impersonificarti nei personaggi di film, serie TV o libri. La dialettica della poesia moderna e il proprio bagaglio culturale viaggiano a pari passo e io non ho mai trovato un campo così libero dove potermi raccontare.

Asma è un lavoro di autoanalisi? Perché sentivi questo bisogno particolare?

Esatto! Ho tentato un parallelismo tra la malattia in sé, di cui soffro da sempre e quelle cose che ci lasciano senza fiato, quindi non per forza con una connotazione negativa. Marcare i difetti o i brutti ricordi è l’essenza della resilienza, mentre nascondere chi sei è prigionia. Diciamo che non sono mai stato più libero come in questo disco; avevo bisogno di sfogarmi e ricomporre il puzzle della mia vita negli ultimi anni.

A livello di produzione ti sei affidato a MNNL e ai Funk Shui Project (per il brano TV). Ci vuoi raccontare un aneddoto rilevante delle giornate passate in studio insieme? Quali sono i punti di forza del lavoro a più mani?

Abbiamo scritto buona parte del disco in lockdown, quindi non ho molti ricordi insieme nella fase creativa. Posso dire che MNNL mi ha seguito passo passo ed è stato essenziale nel dare un suono così affine alle mie parole da renderlo, senza falsa modestia, identificabile e autentico in ogni suo aspetto. Ho trascorso giornate intere in studio assieme a Ivano Giovedì, il mio fonico, riarrangiando tutti i provini con la partecipazione di vari musicisti della mia zona. Lavorare con più teste mi ha permesso di crescere tanto artisticamente ed è la cosa che per me vale più di tutto.

Il disco è stato anticipato dal singolo Kintrugi, che richiama l’antica tecnica di restauro giapponese, metafora dei segni del passato che arricchiscono la persona. C’è una “cicatrice” del tuo trascorso che pensi ti abbia arricchito artisticamente?

Ce ne sono diverse, tra queste sicuramente il primissimo lockdown. Ero chiuso in casa nel momento più frenetico della mia vita; tutti i miei progetti sono improvvisamente svaniti. Vi lascio immaginare lo stato d’animo mio e di qualsiasi altro artista in voga. È stata dura, ma ne sono uscito da indipendente con un disco nuovo, anche se un po’ in ritardo.

Negli ultimi anni ti sei esibito live in apertura a Little Simz, Mahmood, Mondo Marcio, Coez, Lazza e Bassi Maestro. Quali saranno i prossimi step? Quando potremo ascoltare ASMA dal vivo?

Sto ancora pianificando il tour, ma intanto venerdì 8 dicembre sarò all’Oltre Borgo di Sant’Arcangelo di Romagna.


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