Reverendo Secret e il suo nuovo singolo Il senso / Intervista

Il senso è il nuovo singolo del cantautore Reverendo Secret, uscito lo scorso gennaio. L’artista, già celebre per la sua partecipazione a Italia’s Got Talent, ha voluto esprimere con il brano uno sguardo al mondo di oggi che ricerca la felicità nelle cose materiali, dimenticando che bisogna cercare qualcosa di più profondo nel nostro vivere quotidiano: è la nostra vita, i nostri affetti, un sorriso di una persona vicina, il panorama da ammirare, che racchiudono tutte le bellezze del mondo. Un messaggio profondo contornato da un sound malinconico, che rievoca emozioni ed è in grado di trascinarti nel suo mondo interiore, fatto di esoterismo e spiritualità, quel sound che lo contraddistingue da sempre.

Abbiamo fatto qualche domanda a Reverendo Secret per conoscere meglio il suo progetto e farci spiegare i significati del suo nuovo brano e del video ricco di simbolismo.

Ciao Michele! La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo nome è stata Tobias Forge dei Ghost -sarà per l’aura un po’ mistica e oscura che il nome evoca. In realtà a differenza sua tu non fai un uso “ornamentale” della simbologia cristiana, semmai si tratta di un’ispirazione che mescoli con riferimenti all’occultismo e all’alchimia. In che rapporto credi che stiano religione e occultismo?

Il mio passaggio dall’occultismo alla profondità si avverte in ogni atomo della nostra esistenza. L’orazione moderna dentro incanti antichi rivela un fine benefico che crea un’energia di crescita per l’umanità… l’occultismo come scienza e pensiero capace di scatenare evoluzioni che si raccolgono fin dalla preistoria cristiana in questo tempo manifesto di un mondo corrotto e blasfemo proteso verso il buio al quale vogliamo restituire una luce che arrivi veramente a Dio, elevando le coscienze per un futuro migliore.

Sei pugliese ma sei nato in Germania. Credi che questa tua “doppia origine” abbia influenzato il tuo modo di fare musica?

Assolutamente sì. Passaggi culturali e sociali imponenti hanno fatto da sfondo alla mia storia artistica; tutto è un processo e popoli diversi con sistemi di vita differenti e ritmi all’opposto hanno fatto il resto. Sicuramente uno spunto per un’esistenza più apprezzabile e appagante sotto tanti punti di vista.

Se potessi tornare indietro nel tempo in un qualsiasi periodo storico, che epoca sceglieresti?

Sicuramente il Rinascimento, con rivoluzioni culturali e di concetto difficilmente ripetibili che ancora oggi “illuminano” in qualche modo il nostro percorso materiale e spirituale in senso lato.

Nel video del tuo nuovo singolo Il senso vesti i panni di un Gesù contemporaneo che spalanca le porte alchemiche della sapienza. In che rapporto sta il video con il brano e quale messaggio volevi comunicare?

Il brano in sé e dedicato al Beato Carlo Acutis che ha fatto della fede e dell’eucarestia il centro del suo progetto esistenziale. In forma profonda il messaggio di questo quindicenne ci porta a valori più alti vissuti in maniera più fluida, quasi divina. Diceva che dobbiamo cercare l’infinito, non il finito. Dare un senso alla luce di una miseria sempre più evidente che degrada anche la parte più intima di noi. Il testo aiuta a percepire la voglia di comunione e di rinnovamento che anche nell’alchimia stessa è concetto fondamentale di esperienza e comunicazione. L’eremita interpretato eccellentemente dal grande Lucio Russo e le simbologie scenografiche di Norak Odal hanno arricchito tutto un viaggio iniziatico alla ricerca del perduto fattosi presenza, una risurrezione che va oltre la morte. Luca Pederneschi ha diligentemente condotto un’eccellente regia e riprese meritevoli di attenzione. La produzione della magnifica artist image manager Amanda Archetti, sempre attenta ai particolari e con una grande sensibilità degna di nota, completano un quadro veramente intrigante. Le musiche dolci, imponenti e coinvolgenti hanno dato una dimensione unica al “Senso” e la mia voce si è espressa sui più elevati standard di qualità. Serve altro?

Il brano è un pezzo essenzialmente rock, con una certa componente “epica” quasi da colonna sonora. Quali sono le principali ispirazioni musicali che ti hanno accompagnato nella scrittura del pezzo?

Dico Alchimia, Amore e Potenza. Sono questi i temi ispiratori che Dio attraverso la figura di Carlo Acutis mi ha donato. Un’ispirazione unica e sublime che ti fa rimanere a bocca aperta per la semplicità di linguaggio e la forza dei significati stessi. Le chitarre ruvide in un contesto gotico surreale danno un’impronta che non ha simili nel mondo musicale, un prodotto assolutamente originale.

Che rapporto hai con i social media, sia a livello della tua carriera musicale sia nella tua vita di tutti i giorni?

Importanti ma non fondamentali, fare l’artista è un insieme di cose. Se si perde l’essenza e l’originalità forse non si è tagliati per questo mestiere. Poi certo, io ho dei bei social con dei bei numeri. E la cosa non mi dispiace affatto.

Argomento del momento: hai una posizione sulla questione Neil Young vs. Spotify? Come vedi l’operato delle piattaforme di streaming nell’attuale panorama musicale?

Un problema spinoso nel quale preferisco non addentrarmi, semplicemente non è da me. Ringrazio sentitamente voi e un abbraccio a Maria Chiara Misciali e Domenico Dattola.

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