Intervista a Leo Lennox

Leo Lennox si apre come mai prima d’ora con Meglio, un’immersione profonda nell’intimità e nell’autenticità dell’artista. Il brano, disponibile dal 26 aprile su tutte le piattaforme digitali, si distingue per la sua sincerità disarmante, trasformando la vulnerabilità in una potente dichiarazione di accettazione di sé e dei propri difetti, grazie anche a una commistione di suoni che incantano l’udito, stagliandosi come un manifesto personale di crescita e consapevolezza.

Ciao Leo, ci dai un’inquadratura storica sulla nascita del nuovo singolo Meglio? Come sei arrivato a scriverlo?

Ciao! “Meglio” nasce totalmente di getto in una notte. Avevo bisogno di raccontare ciò che stesse succedendo nella mia vita e l’ho fatto tutto d’un fiato e con estrema urgenza. È stato come guardarsi allo specchio e non poter sfuggire a ciò che si è realmente. Molto catartico.

Le sonorità del brano sono tranquille e intime; potremmo definirlo una ballad. È stata una scelta consapevole dettata dal tema del brano o la musica è fluita in modo spontaneo?

 ”Meglio” effettivamente è la mia prima ballad. Il testo e la musica si sono sviluppati di pari passo e ciò ha notevolmente contribuito a creare un collante tra le parole e la strumentale.

Nel ritornello dici “Tanto sei meglio di me, siete meglio di me tutti quanti”, che descrivi come “un’ode alla pace interiore che si trova nell’accettare le proprie insicurezze”. Non c’è invece secondo te il rischio che una frase come questa venga presa solo come un approccio negativo verso sé stessi?

Gran bella domanda, alla quale ho pensato molte volte dopo aver scritto “Meglio”. La verità è che in quanto artista io non dovrei pormi il problema di ciò che recepisce il pubblico, perché ho scritto esattamente ciò che sentivo di dover scrivere in quel momento. D’altra parte il brano ruota proprio intorno a questo concetto, a mio avviso positivo e propositivo: è importante accettare le proprie debolezze e in questa costante gara per essere il numero uno a volte è normale voler fare un passo indietro. Spero che “Meglio” non passi per il solito pezzo triste, perché (la strumentale ne è la prova) abbiamo lavorato ad un pezzo che va molto oltre e spero possa rimanere nel tempo.

Come si posiziona Meglio a livello di sound e di tematiche rispetto al tuo album Souvenir altrove dello scorso anno? Credi ci sia una continuità o sono due mondi separati?

”Souvenir Altrove” è uscito più di un anno fa e in questo periodo ho lavorato molto sulla mia musica, cercando di far venire fuori altre sfaccettature di me stesso. “Meglio” è un’evoluzione sia per il cantato che per il mood del brano, molto strumentale. La continuità è data dal fatto che io attinga da esperienze molto personali, cosa questa che continuerò a fare.

Qual è stata la lezione più importante che hai imparato in questo anno dopo l’uscita del tuo disco?

”Souvenir Altrove” mi ha permesso di fare diversi concerti in giro per l’Italia e la cosa che ho imparato è che la dimensione live per la mia musica è imprescindibile.

Hai pezzi nuovi o progetti in particolare che ti va di spoilerarci?

Posso dirvi che io ed il mio team stiamo lavorando a tanta nuova musica. Siamo nella fase di ricerca musicale e sperimentazione, perché stiamo cercando di superarci. Per ora pubblichiamo dei singoli che sicuramente ci porteranno ad un album per il quale continuiamo a sviluppare idee.


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