Gob alla Cripta di Cusano Milanino – 11/09/2026: il live report

Gob a Milano nel 2026

 

Testo di Persimmon Collective

Non vedevo l’ora di gustarmi un full set dei Gob, band canadese degli anni ’90/primi duemila, scioltasi per diversi anni ma fortunatamente tornata recentemente a suonare in giro con regolarità. Loro sono stati un punto di riferimento per band connazionali come Sum 41 e Belvedere, tanto che durante la pausa dei Gob, Tom Thacker (cantante e chitarrista) è diventato membro fisso dei Sum. Li avevo visti un anno fa al Brakrock (set clamoroso) ed ero felicissimo di vederli di nuovo a pochi minuti da casa.

Arrivo al locale, posto che non conoscevo ancora. Mi è piaciuto subito per come sono disposti bar e palco e per i suoni che sento uscire bene per la prima band che ritrovo già sul palco, gli Smokey Gunner. Mi ricordano molto le sonorità dei Social Distortion e scaldano per bene la serata per le prime persone arrivate al locale. Seguono i TFV, band che mi ha molto divertito: il loro hardcore melodico cantato in italiano ha dato quel tocco nostrano allo show. Chicca la loro cover di Stickin’ in My Eye dei NOFX.

 

Arriva il momento dei Gob. Ero curioso di come avrebbero gestito la situazione perché, ahimè, il locale, complici forse la molteplicità di concerti la stessa sera e la data aggiunta “in corsa” a poche settimane dallo show, non era pienissimo come ci si sarebbe aspettato per la primissima data milanese della loro storia. Questa cosa i Gob la fanno notare appena saliti sul palco ma ci ridono sopra e suonano come se avessero davanti uno stadio. Roba da veri professionisti che amano quello che fanno. Conquistano così immediatamente tutti rendendosi anche conto che ogni singola persona presente è un mega fan. I momenti singalong infatti sono ancora più sentiti rispetto a un set qualsiasi.

La band apre subito con delle mine di How Far Shallow Takes You, disco del 1999, quello con cui li ho conosciuti. Quando parte What to Do, Theo (l’altro cantante e chitarrista) suona con la sua classica foga il riff del bridge, e io non capisco più niente. La band spazia per tutta la propria discografia alternando pezzi più punk quasi alla Ramones, a pezzi con riffoni quasi metal, ai pezzi pop punk dei loro dischi più recenti. Le voci di Tom e Theo si alternano con fluidità ridacchiando e scherzando tra un pezzo e l’altro.

 

Sento Oh Ellin e vedo il Warped Tour, sento Give Up the Grudge e penso alla colonna sonora di American Wedding, disco dove l’ho sentita per la prima volta. Tanti ricordi tornati alla mente grazie alla freschezza della loro performance. La band chiude con la classica Soda e non c’è una persona che non abbia un sorriso stampato in faccia a fine serata. E qui includo anche la stessa band che si ferma a chiacchierare con tutti per foto, autografi e per raccontare anche qualche aneddoto raccolto nel corso della lunga carriera.

Serata top! Spero tornino davanti a molti più fan perché se lo meritano!

Grazie a Hub come sempre per portarci band validissime.


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