“La bellezza è nella ricerca della conclusione, non nel suo raggiungimento” / Intervista ai Couscous a colazione

Couscous a Colazione

Luce è il nuovo EP dei CousCous a colazione, disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale. Anticipato dal singolo ConquistaLuce è il punto d’arrivo di un viaggio introspettivo alla ricerca di noi stessi durante il quale i CousCous a colazione interpretano in diverse accezioni il concetto di luce, che permea e fa da collante tra tutti i brani del nuovo EP.

Luce, il vostro nuovo lavoro discografico, è il punto d’arrivo di un viaggio introspettivo: quali sono state le diverse tappe e in che modo siete arrivati a una conclusione? Possiamo dire che ogni brano rappresenti uno step?

Sicuramente ogni brano è uno step verso la luce, sebbene ogni brano vada a toccare l’argomento sotto un’accezione diversa: l’EP è un viaggio che parte con la positività di Luz, toccando la luce in Io sarei qui sotto forma di amore e spostandosi sull’incertezza di Misake, per poi concludersi con la consapevolezza e determinazione di Conquista. Il punto è proprio che non c’è una vera e propria conclusione, ma che la bellezza sta nel viaggio e nella ricerca della conclusione, non tanto nel suo raggiungimento.

Quanto è complesso scorgere un momento lucido, positivo, nel caos e nella complessità della quotidianità, e che ruolo gioca la musica in questo?

È sicuramente molto difficile, soprattutto se consideriamo l’incertezza e la difficoltà di questo periodo sotto tanti aspetti. La musica per noi è una necessità, è la nostra finestra di pace sul mondo.

Com’è nata la collaborazione con Ombra nel brano Io sarei qui?

Come molto spesso ci accade, la collaborazione è nata in maniera del tutto casuale: avevamo un brano a cui mancava una strofa su cui ci sembrava perfetta una collaborazione con un artista hip hop. Il nome di Ombra è uscito dal nostro produttore, e ha convinto tutti immediatamente!

Presupponendo la frenesia che ogni giorno viviamo, il vostro EP è comunque colmo di incoraggiamento e forte speranza, nonostante spesso si tenda ormai a vivere in maniera disillusa e remissiva. Cos’è cambiato in voi dal periodo precedente alla scrittura del disco ad oggi?

Dal punto di vista emotivo non è davvero cambiato nulla: siamo sempre gli stessi ragazzi con tanta voglia di fare e di credere in ciò che facciamo. Da un punto di vista creativo invece è stato un modo per affinare e consolidare il nostro processo di scrittura e produzione dei brani. Lavorare a un qualcosa di così strutturato, non solo dal punto di vista musicale, ha senza dubbio aumentato la nostra consapevolezza e capacità di vivere il mondo dello spettacolo.

State portando Luce live su diversi palchi: c’è un concerto in particolare, tra i più recenti, che sentite vi abbia lasciato qualcosa di speciale? Quali sono le prossime tappe del tour?

Un concerto nel tour di Luce che ci è sicuramente rimasto nel cuore è quello che abbiamo fatto in occasione del Barezzi Festival, al Teatro Verdi di Busseto. L’evento era per un laboratorio destinato alle scuole medie, è stato bellissimo avere un pubblico di giovanissimi così pieno di energia e voglia di ascoltare la nostra musica e divertirsi con noi.


Tutte le nostre interviste sono disponibili a questo link.

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