Cabrera, McBain, I Libero Professionista: le recensioni dei singoli italiani

Cabrera Torino 2024
Cabrera – Tempesta di colpe

Mentre voi eravate occupati a guardare il carrozzone di Sanremo, noi ci struggevamo per il ritorno discografico dei Cabrera dopo ben sette anni di assenza e un lungo scioglimento nel mezzo. La band modenese nelle ultime date dal vivo (di cui potete peraltro guardare alcune foto nella nostra galleria dal concerto di Torino) ha presentato un paio di pezzi nuovi, e ora possiamo finalmente sentirne uno nella sua versione da studio. Il nuovo brano che i Cabrera ci presentano si chiama Tempesta di colpe, ed è un pezzo emo/post-hardcore, forse un po’ a sorpresa.

La canzone ha sound molto più pieno che in passato (si veda ad esempio il capolavoro che è Da qui si vede tutto che suonava estremamente minimale), e anche molto più veloce -non per nulla il brano dura meno di tre minuti contro le durate molto più estese dei brani precedenti della band. Ci piace molto l’energia che sprigiona il pezzo, un’energia tutta da sfogare nel pogo rispetto all’energia da intensità emotiva di molti brani vecchi, anche se forse i vocals sono un filo troppo bassi nel mix e avrebbero a nostro giudizio meritato un risalto maggiore -anche perché stiamo parlando dei bellissimi vocals del buon Francesco Galavotti, che la voce per esprimere sentimenti ed emozioni la sa usare parecchio bene.

Volt Rar – Bollino rosso

“Su di noi ci son troppe nuvole”, dice Volt Rar nel “ritornello” (per così dire) del suo nuovo brano Bollino rosso, citando alla lontana il noto brano di Pupo, in un accostamento di due mondi veramente distanti. Il pop da canzone leggera italiana non ha proprio nulla a che spartire con l’hip hop di Volt Rar, che qui presenta un brano cortissimo e molto “yo” che ha l’obiettivo di “raccontare a testa alta avvenimenti frustranti che mi sono accaduti”, come dice Volt.

Yna – Fuori menù

Brano upbeat e ritmato Fuori menù di Yna, che tra synth un po’ discotecari e bassi molto importanti mette insieme un pezzo a metà fra il frenetico e il dolce, con momenti che accelerano a tavoletta alternati a passaggi più soft e riflessivi. La canzone vuole “dipingere una scena macabra, piena di passione, ma anche di dolcezza e intrigo, tappezzata di scene e intervalli che si frantumano l’uno sull’altro”.

Cable21 – Al museo dell’ingenuità

Concettuale il nuovo singolo dei Cable21, Al museo dell’ingenuità, che “ragiona sulla museizzazione della nostra società, sulla rappresentazione della vita a discapito della vita stessa e sul ruolo dei vecchi e nuovi media nella messa in scena catodica dell’esistenza, con la quale veniamo invitati a codificare una realtà che sta però altrove”. Si tratta di un brano rock che poggia però anche su una base di synth non indifferente; i ritmi non sono alti e anche i vocals tendono a essere più compassati e riflessivi che energici. Musicalmente è un pezzo che ci piace, anche se ci convince meno il cantato che è a tratti troppo sparato in faccia e ad altri poco incisivo, come nei vari “tu-tu-tu-ru” che costellano il testo.

Dalilacanta – Per stanotte

Nuovo singolo per Dalilacanta, nome d’arte di Dalila Calvagna. La sua Per stanotte è una canzone intima, lenta e un po’ tristina o malinconica, che si regge principalmente sull’accoppiata voce e pianoforte, ma con l’aggiunta di una batteria da metà pezzo in poi ad aumentare i giri. Il crescendo del brano è apprezzabile, anche se la prima parte secondo noi è un filo troppo lenta; sicuramente degni di nota i vocals di Dalila che dimostra di possedere delle eccellenti doti canore e interpretative.

Falcone – Porte di silenzio

C’è chi come nome d’arte si sceglie, poco furbamente, il proprio nome di battesimo, e chi invece usa il proprio cognome, che quantomeno è solitamente un po’ più particolare e riconoscibilmente unico. Tale è il caso di Falcone, artista proveniente da Busto Arsizio (VA) che ci propone il suo nuovo singolo Porte di silenzio. Si tratta di una ballata pop (rock) con un pianoforte e delle chitarre delicate, quasi impercettibili. Falcone punta sul cantato, a cui lo strumentale posato e poco invasivo lascia necessariamente ampio spazio, fornendo un’interpretazione appassionata e pregna che sicuramente valorizza la carica emotiva del pezzo -anche se, dobbiamo ammettere, il modo di cantare dell’artista varesotta non ci fa impazzire.

Giack Bazz – Come te

Canzone già selezionata per Sanremo Giovani, Come te è il nuovo singolo di Giack Bazz, ispirato alla poesia Champigny di Raymond Radiguet, poeta francese morto a soli 20 anni nel 1923. Si tratta di un pezzo pop suonato, con un ritornello abbastanza accattivante dallo stile vocale che rievoca vagamente quello dei Pinguini Tattici Nucleari. Intenso il finale, con l’arrangiamento di archi che arricchisce la potenza sonora della canzone.

Kostja – Negative of a Reverie

Ecco un altro brano di Kostja, l’artista nato in Russia ma da anni residente a Bologna dopo aver girovagato per le Alpi (in quanto geologo, precisiamo), che avevamo visto poche settimane fa con il singolo To Build. Negative of a Reverie è ancora una volta un brano molto lungo, toccando addirittura i sei minuti, e fuori dagli schemi commerciali pur non avendo sonorità particolarmente bizzarre, strane o indigeste. Si tratta di un pop appena appena sporcato di psichedelia dai synth, dall’andamento tranquillo e riposante ma non privo di ritmo grazie a una batteria creativa, che racconta la “sensazione di perenne straniamento da una realtà quotidiana fatta di libertà apparente e finto benessere che spesso fa sentire goffi e inadeguati”.

I Libero Professionista – Siamo gli stessi

Non sappiamo chi sia Cesar Martins, la persona che dà il titolo al nuovo EP de I Libero Professionista, ma ipotizziamo che non si tratti dell’omonimo -e sconosciuto- difensore brasiliano del Grêmio Novorizontino (courtesy of Google). Ad ogni modo, da Cesar Martins è tratta questa canzone intitolata Siamo gli stessi, che è un buon pezzo alternative rock con sporcature emo all’italiana -loro stessi del resto dicono di ispirarsi a gruppi come Quercia, Voina e Gomma (ma con un filo di angst in meno, aggiungeremmo noi). Stiamo probabilmente diventando vecchi e insopportabili noi, ma dobbiamo proprio dire che più passa il tempo, più ci dà fastidio sentire la gente che canta con gli accenti sbagliati, soprattutto se come in questo caso sono nelle parole più importanti del testo, cioè nel ritornello.

McBain – Don’t Waste Tonight

A tre anni dal triplo EP pubblicato nel 2021, i McBain tornano con un singolo intitolato Don’t Waste Tonight, in collaborazione internazionale con i tedeschi Streuner. I McBain sono local heroes della scena punk milanese; gli Streuner fanno parte della scena disco punk teutonica: il risultato di quest’incontro è un brano rock elettronico movimentato e divertente, che se al posto dei synth avesse le chitarre distorte e basta sarebbe un pezzo punk in piena regola. Sonorità che forse lasciano un po’ spiazzati quando premi play e ti aspetti di sentire il punk.

NexUs – Universo

Universo è il singolo di debutto per NexUs. Un brano pop tranquillo suonato principalmente al pianoforte, con una delicata batteria a tenere il ritmo e arrangiamenti di archi. Se musicalmente è quindi un pezzo vicino alla lunga tradizione della canzone leggera italiana, il cantato è maggiormente vicino agli ambienti rap e hip hop, per quanto sia anche ampiamente cantato. L’effetto di questa combinazione è quello di un brano che suona molto sanremese, e decidete voi se questa è una connotazione positiva o meno.

Tiziano Bak Bacarani – Non ho fatto niente

Ritroviamo Tiziano Bak Bacarani dopo il suo singolo Esci con me con questo nuovo brano intitolato Non ho fatto niente, che scritta così sembra un po’ come quando ti accusano di qualcosa e tu cerchi di fare il finto tonto. Il rocker presenta una canzone molto melodica ma dotata di energia e di una certa carica rock data dalle chitarre e anche dai vocals, che nel complesso fanno parecchio pensare ai brani di Vasco Rossi. Gradevole il ritornello, forse un po’ troppo impostate e prevedibili le strofe.


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