Aaron West and The Roaring Twenties – We Don’t Have Each Other, traduzione

Aaron West and The Roaring Twenties We Don't Have Each Other traduzione

Aaron West and The Roaring Twenties We Don’t Have Each Other Traduzione del primo album di Aaron West and The Roaring Twenties, uscito nel 2014 per Hopeless Records.

  1. Our Apartment

Il nostro appartamento

 

Ho pensato al nostro appartamento di Brooklyn centro.

Ho pensato alla camera da letto, sul pavimento c’è ancora casino.

Ho pensato al tuo ufficio di Midtown Manhattan.

Ho pensato a te che ci entravi.

 

Scommetto che sei di nuovo in ritardo ma sei truccata in modo impeccabile e sorridi.

Come sempre, del resto.

Sono stato a pranzo con tua sorella e mi ha detto che è finita,

Che hai intenzione di chiamare gli avvocati, che non torni più da me.

Dice che le dispiace.

A tutto il resto della famiglia sto simpatico.

Non sa cosa ti passa per la mente ma di sicuro non cose belle.

E niente, sono tornato a casa, sono entrato in doccia.

Anche se andava la lavatrice e quindi l’acqua è diventata subito fredda.

 

Vado di nuovo a leggermele – le righe del biglietto che mi hai lasciato.

Continuo a sperare di dimenticarmele, che mentre dormivo sono cambiate le parole,

Ma ne dubito molto.

E tu stai in casa dai tuoi, mentre io dormo sul divano.

Non riuscirei sul letto senza di te. Senza di te. Ah, senza di te.

 

Ho trovato abbastanza forcine per capelli da costruirtici un monumento, una statua alla solitudine.

Respiro forte. Butto fuori.

Ho spaccato la parete di cartongesso.

Inscenando di nuovo la litigata.

Mi si è gonfiata la mano e ho dovuto metterci sù il ghiaccio.

È una bugia e questa non è una casa, no, no, no, no.

Sono tutto pelle e ossa.

Ho distrutto il cellulare del cazzo perché tanto non mi dice quand’è che torni.

 

Vado di nuovo a leggermele – le righe del biglietto che mi hai lasciato.

Continuo a sperare di dimenticarmele, che mentre dormivo sono cambiate le parole,

Ma ne dubito molto.

E tu stai in casa dei tuoi, mentre io dormo sul divano.

Non riuscirei sul letto senza di te.

 

 

 

  1. Grapefruit

Pompelmo

 

Ehi, Spirito Santo, perché mi hai lasciato? Dove sei andato?

Lo so che non parliamo da un pezzo, ma devo sapere se sono proprio rimasto solo.

Se comincio a bere finisce che divento l’ubriacone della città.

Dicevi sempre che dovevo fare meno il serio, adesso voglio fare meno il serio.

Adesso voglio fare meno il serio.

 

Addio. Scusa se non ero come volevi.

Se non riesco a rendere felice te, non vado bene per nessuno.

Addio. Scusa se non ero come volevi.

Se non riesco a farmi amare da te…

 

Ti ho ignorata dopo il funerale, pieno di dubbi.

Hai pensato che una famiglia mi sarebbe stata d’aiuto.

Era un brutto momento. Si vedeva.

Quando abbiamo scoperto che eri incinta

Abbiamo dipinto una stanza rosa e arancio come un pompelmo.

So quanto ci tenevi anche tu.

So che ti ha stroncato.

 

In tutti i sogni sono nella mia vecchia casa.

Cerco di essere almeno la metà dell’uomo che è mio padre, o che era.

 

Mi vedo come un padre che si prende cura di una figlia che crescendo diventa come te.

E ormai è solo un filo a cui non posso più appendermi.

Una ferita aperta.

 

Addio. Scusa se non ero come volevi.

Se non riesco a rendere felice te, non vado bene per nessuno.

Addio. Scusa se non ero come volevi.

Se non riesco a farmi amare da te…

 

Ehi, Spirito Santo, perché mi hai lasciato? Dove sei andato?

Proprio quando ho bisogno di te, cazzo, sono qui da solo. Sono qui da solo.

E allora comincerò  a bere. Diventerò l’ubriacone della città.

Sarò un peso per tutti. Per tutti. Per tutti.

 

 

 

  1. St. Joe Keeps Us Safe
  2. Giuseppe ci protegge

 

Mi ero stufato del silenzio.

Mi ero stancato del buio.

Restavo a letto fino a tardi.

Mi stavo buttando via.

Stavo morendo pezzo per pezzo.

E allora mi sono acceso una sigaretta e sono andato a fare due passi al parco.

E le foglie secche grattavano il cemento

Facendo un rumore come se tu fossi lì di fianco a me, a braccetto.

Facevo dei buchi nella parete di cartongesso.

Speravo che tu mi salvassi da me stesso.

 

Vado a trovare mia mamma. Prendo la LIRR.

Percorro le vie gelide di Brooklyn verso Astoria nel Queens, poi dritto a West Babylon.

E ho fatto la stradina di casa.

Ho visto la vecchia macchina di papà.

E lui non c’è più da mesi ormai ma l’abbiamo coperta.

Sta ancora lì in cortile.

 

Ho fatto tutta la vita a dire che non avrei mai avuto bisogno di nessuno

Ma forse potrei aver bisogno di te.

Forse potrei aver bisogno di te.

Forse potrei aver bisogno di te.

 

Ci siamo messi a sedere in cucina.

Mia madre è un soldato di Dio

E quindi immagini di Gesù e statuette di santi decorano le stanze

Ma non patiremo mai la fame grazie al Bambin Gesù di Praga

E S. Giuseppe ci protegge perché l’abbiamo sepolto in una fossa in giardino.

Ah, lo so che le cose non vanno molto bene da quando è morto papà.

Lo so che non hai certo bisogno che mi ci metta pure io.

 

Ma sono disperato, mamma.

È tutto buio e non vedo nessuna luce.

E Dianne mi ha lasciato questa settimana.

Mi fa “Guardami, figlio mio.

Lo so, peggio di così non siamo mai arrivati a stare e mi dispiace, Aaron.

So che è stato un anno difficile.

Se soffri tu, soffro anch’io.

No, non voglio peggiorare la situazione.

Hai sempre il mio appoggio”.

 

Ho fatto tutta la vita a dire che non avrei mai avuto bisogno di nessuno

Ma forse potrei aver bisogno di te.

Forse potrei aver bisogno di te.

Forse potrei aver bisogno di te.

 

C’è qualcosa che non va.

È da troppo tempo che sono qui ad aspettare.

E mi fa “Sapevo che c’era qualcosa che non andava.

Era troppo tempo che non mi chiamavi.

Prendi la macchina e fuggi.

Prendi la macchina e fuggi.

Prendi la macchina e fuggi.”

 

 

 

  1. Runnin’ Scared

Paura di non farcela

 

Continuo ad avere in mente te che balli

In un giardino nel North Jersey.

Hai in mano gli scintillini e ti si vede solo il contorno

Con le luci della veranda in una serata estiva.

E mentre mi toglievo i guanti coi denti,

Mi è venuto in mente che una volta eri felice.

 

Accidenti alla ventola dell’aria calda.

Fa un freddo fottuto.

Mentre dormo sul sedile di dietro, Dio mio, tremo.

Sono vuoto. Mi sento vuoto, diamine.

 

Continuo a pensare che mi sentirò meglio

Quando farà più caldo oltre il confine.

Adesso gratto via il ghiaccio dal parabrezza

Con un pezzo di fanale rotto.

E uhm, non direi esattamente che ho nostalgia di casa

Però continuo a vedere la tua faccia nel traffico che va verso nord.

 

Accidenti alla ventola dell’aria calda.

Fa un freddo fottuto.

Mentre dormo sul sedile di dietro, Dio mio, tremo.

Sono vuoto. Mi sento vuoto, diamine.

 

Me ne vado in Georgia.

A sorridere sotto al sole.

A raccoglierti dei gigli selvatici che mi terrò stretto.

Li conserverò in tasca finché non mi riaccoglierai a casa.

Ah, me ne vado in Georgia e torno tutto intero.

 

Accidenti alla ventola dell’aria calda.

Fa un freddo fottuto.

Mentre dormo sul sedile di dietro, Dio mio, tremo.

Sono vuoto. Mi sento vuoto, diamine.

 

Accidenti alla ventola dell’aria calda.

Fa un freddo fottuto.

Mentre dormo sul sedile di dietro, Dio mio, tremo.

Sono vuoto. Mi sento vuoto, diamine.

 

 

 

  1. Divorce and the American South

Divorzio e Stati Uniti del Sud

 

Ehi, Dianne, potresti rispondere al telefono?

So che sei in ascolto.

Piccola, so che sei a casa

E so dove ho sbagliato.

Non mi lasciare da solo.

Potresti rispondere al telefono?

 

Mi sono perso e sono a un bar per camionisti da qualche parte al Sud.

Non so dove sto andando, ma adesso vedo di capirlo.

Mi sono rintanato in questa cabina telefonica;

Ti ho letto il numero ad alta voce.

Adesso attendo con calma.

 

Se mi stendessi qua per un bel po’ di tempo,

Magari gli insetti mi divorerebbero interamente.

E se resto qua per un bel po’ di tempo,

Magari la notte mi riporterebbe a casa.

Non mi arrendo, neanche se me lo dici tu.

No, io non mi arrendo.

 

Oh, ehi, Dianne, sto cercando di smettere.

Sono passato da un pacchetto e mezzo al giorno

A questa puttanata di sigaretta elettronica.

Non mi darà la stessa sensazione

Ma almeno non mi vengono quegli attacchi di tosse.

Eh, lo so che non li sopportavi.

 

E ehi, Dianne, lo so che ho fatto un bel po’ di cazzate.

È che quando abbiamo perso il bambino, mi sono chiuso dentro me stesso.

E lo so che non ti ascoltavo mai.

Non sono stato abbastanza presente.

Sono una testa di cazzo.

 

Se mi stendessi qua per un bel po’ di tempo,

Magari gli insetti mi divorerebbero interamente.

E se resto qua per un bel po’ di tempo,

Magari la notte mi riporterebbe a casa.

Non mi arrendo, neanche se me lo dici tu.

No, io non mi arrendo.

 

Ho sognato che… che tornavo lì a Nord in aereo

E l’aereo precipitava prima di arrivare a New York.

Tu non venivi al funerale.

Tu non venivi al funerale.

Spero che ci verresti al funerale.

Spero che ci verresti al funerale.

 

Ehi, Dianne.

 

 

 

  1. The Thunderbird Inn

Il Thunderbird Inn

 

La gente comincia a togliere le luci di Natale.

Non che qui abbia mai fatto particolarmente freddo

Però sanno che è finita la stagione.

E io dormo in un motel appena fuori dalla 95.

Non è malaccio in realtà.

L’impiegato alla reception è gentile.

Mi versa un caffè da bere e mi chiede se è stata una lunga notte.

 

Ho trovato un bar che sta appena fuori dal confine del comune.

E ci vado praticamente tutte le notti.

E ho fatto fuori l’ultimo stipendio in alcool

E fuori un senzatetto mi chiede l’elemosina

E io… io lo guardo dritto negli occhi.

Comincia a scusarsi.

Mi dice che Dio ha dei progetti anche per me e che andrà tutto bene.

Non pensavo di fare così pena.

Non pensavo di fare così pena.

Non pensavo di fare così pena.

 

Il proprietario mi ha abbuonato l’affitto di questa settimana.

Dice che sono a posto così.

Io dico per scherzare che probabilmente sono a posto sì

Ma anche stavolta non riesco a pagarlo e adesso non ride nessuno.

Me la svigno alle 2 del mattino.

Non ce la faccio a farlo in modo onesto.

So di essere un codardo e prevedo una brutta nottata.

Non pensavo di fare così pena.

Non pensavo di fare così pena.

Non pensavo di fare così pena.

Non pensavo.

 

Versami ancora da bere per una figlia che non vedrò mai,

Una moglie che non mi ama e una tazzina di caffè freddo.

Versami ancora da bere e mi posso considerare fortunato.

Ho ancora metà serbatoio di benzina e questa bottiglia non è vuota.

 

 

 

  1. Get Me Out of Here Alive

Fatemi uscire vivo di qui

 

Comincio a credere che dio esiste e mi odia.

Comincio a credere che mia mamma diceva bugie quando parlava di grazia e divinità,

E brucia come scottarsi al sole; mi risveglia da un sonno profondo.

 

Ho parcheggiato sulla strada di fronte alla St. Mary’s.

Ho guardato la gente che usciva dalla messa serale.

Coi finestrini abbassati, sento ancora il coro gospel che canta.

Sono rimasto in macchina e non mi arrivava la luce dal finestrino oscurato.

 

Le cicale sono assordanti; le loro voci nel vento.

Non sei qui a camminare al mio fianco.

Tutto solo è tutto quello che mi posso aspettare di essere.

Non sei qui a camminare al mio fianco.

 

Tiro a campare. Quel po’ di fede che mi era rimasto era una bugia.

Le sanguisughe sono morte. In pratica il mio sangue era un veleno già dall’inizio.

Se bombardassero il paradiso, il cielo avrebbe l’aspetto che aveva stasera,

Tutto frastagliato e rigato.

Fatemi uscire vivo di qui.

 

 

 

  1. You Ain’t No Saint

Non sei una santa

 

Quando ti ho conosciuta eravamo giovani e come la benzina sui fiammiferi;

Ci svegliavamo ancora ubriachi, le prime ore di lezione le passavi a dormire.

Sono diventato grande e sono diventato noioso e tu dici che era meglio se non andava così

Ma adesso sono di nuovo ubriaco e tu sei piena di colpa come se fossi un cattolico irlandese.

 

Ma non sei una santa.

E non lo sono nemmeno io.

Sarà per questo che sono qua.

E so che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

E so che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

Ho lo stomaco pieno di ulcere.

Si scioglieranno come stelle morte – e diventeranno polvere.

 

Se vieni qua senza nessuno, non c’è altro posto in cui andare.

E quando entro, ah, se si capisce che sono solo…

Piantami le ancore nelle ossa.

Respira piano e lentamente.

Si gela. Uso il cappotto come coperta.

 

Ma non sei una santa.

E non lo sono nemmeno io.

Sarà per questo che sono qua.

So che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

E so che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

Ho lo stomaco pieno di ulcere.

Si scioglieranno come stelle morte.

Si gela qua dopo il tramonto.

Mi metto a cercare per tutta la macchina il vecchio cappellino dei Bills di mio padre,

Che mi ha tramandato nel ’93.

Non me ne sono mai allontanato.

Si è trasferito sull’isola dall’upstate e passava la domenica

A guardare la partita con me, spiegandomi tutte le cose.

Guardavamo Jim Kelly che apriva la strada

E se mio padre fosse qui, chissà cosa direbbe.

Se mio padre fosse qui, chissà se mi riconoscerebbe addirittura.

Sono uno straccione, cazzo.

Sono uno straccione, cazzo.

 

Perché so che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

E so che sono distrutto.

Ho dei lividi che non so neanche dove sono.

E sputo sangue quando tossisco.

 

 

 

  1. Carolina Coast

La costa della Carolina

 

Mi sono svegliato col verso degli uccelli marini.

Devo essere vicino all’oceano.

Ho attraversato il parcheggio;

L’asfalto scottava sotto ai piedi nudi.

Mi sono trascinato verso est;

Mi son fatto strada tra i canneti.

Mi sono svegliato col verso degli uccelli marini.

Ho sognato che annegavo nel mare.

 

Sono fermo a fissare il vuoto.

La costa della Carolina.

Passo nell’acqua bassa.

Mi sembra di inseguire il tuo fantasma.

E mi viene in mente di annegare.

Mi dovrei solo stendere e lasciarmi andare.

Vi vedrò in paradiso, tutti voi che mi avete lasciato solo.

 

Mi sono frugato le tasche per tirar fuori una light.

Mi ero dimenticato di aver buttato via le sigarette un bel po’ di tempo prima.

Non ne azzecco una, però ho trovato i tuoi gigli.

Sono morti e rinsecchiti.

Li pianto qui in riva al mare.

Pregherò che tornino in vita.

 

Io e te. Io e te.

Io e te. Io e te.

 

E all’orizzonte c’è una nave che lotta contro la corrente.

Tutta piena di chiazze color ruggine e blu pallido, è quasi giunta alla fine della sua vita.

Ma in qualche modo si tiene a galla, tutta scassata ma ancora viva.

E allora forse mi sento meglio. Non mi stendo qui a morire.

 

Non torno a casa stasera, no.

No, non torno a casa stasera, no.

No, non torno a casa stasera senza Dianne al mio fianco, no.


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