Aaron West and The Roaring Twenties – Bittersweet, traduzione

Aaron West and The Roaring Twenties Bittersweet traduzione

Aaron West and The Roaring Twenties Bittersweet Traduzione dell’EP di Aaron West and The Roaring Twenties uscito nel 2016 per Hopeless Records.

  1. ’67, Cherry Red

’67, Cherry Red

 

Stessa cabina telefonica del cazzo—

Chiamo mia mamma sù a nord per chiederle di che anno è la Mustang

E quando risponde, io sento la tua voce, papà.

Presto tornerò a casa.

Non è che potrei chiederti qualche soldo per saldare dei debiti?

Lo so che sembro messo male, ma ti giuro su Dio che te li ridò, mamma.

 

Mi son comprato un telefono usa e getta;

Ho impostato in automatico il tuo numero.

Ho messo un annuncio sul giornale:

“Hai le macchie di grasso sulla pelle?

Le canzoni dei primi amori ti entrano in testa come il suono di un motore?

Ho proprio quello che fa al caso tuo – ’67, Cherry Red”

 

Mai stato un uomo virile.

Non mi interessano granché le macchine e me la prendo col destino.

Ho smesso di pregare da un pezzo.

Ma se mi senti, papà, mi prenderò cura di lei.

Continuano a tornarmi in mente delle scene.

Rivedo te, al tramonto, d’estate, sul vialetto,

Con un sorriso grande così, tutto pieno di grasso del motore—

Un’espressione negli occhi che non riuscirei neanche a spiegare.

 

Mi son comprato un telefono usa e getta;

Ho impostato in automatico il tuo numero.

Ho messo un annuncio sul giornale:

“Hai le macchie di grasso sulla pelle?

Le canzoni dei primi amori ti entrano in testa come il suono di un motore?

Ho proprio quello che fa al caso tuo – ’67, Cherry Red”

 

Mi chiama un certo Robert e mi fa che quando aveva 23 anni aveva quella macchina.

L’anno scorso è morta sua moglie e quei sedili gli fanno venire in mente tutti i ricordi del loro amore.

Prende in mano il volante e sorride,

Negli occhi ha la stessa espressione che avevi sempre tu.

Non può permettersi di pagarmi il prezzo che chiedo ma mi fa che è contento di aver rivisto una macchina del genere,

Ma io so che le vorrà bene come gliene volevi te

E poi a me in fondo basta avere gli spiccioli per prendere il biglietto del pullman,

Mandare qualcosa al Thunderbird* e ridare quello che devo a mia mamma.

 

Mi son comprato un telefono usa e getta;

Ho impostato in automatico il tuo numero.

Ho messo un annuncio sul giornale:

“Hai le macchie di grasso sulla pelle?

Le canzoni dei primi amori ti entrano in testa come il suono di un motore?

Ho proprio quello che fa al caso tuo – ’67, Cherry Red”

 

 

* Riferimento al motel in cui Aaron ha soggiornato per alcune settimane e dal quale è scappato senza pagare, come raccontato in The Thunderbird Inn.

 

 

 

  1. Goodbye, Carolina Blues

Goodbye, Carolina Blues

 

Arrivederci, Carolina.

Ho patito il freddo e la debolezza.

Ho preso l’autobus a mezzanotte ad Asheville;

Attraversato il Tennessee come un fantasma.

Ho sfiorato la zona nord di Blacksburg.

Come i capelli con le tue guance.

Magari riuscissi a dormire.

Mezzo morto, seduto vicino al finestrino— settimane che non dormo.

 

Buongiorno, Manhattan.

Siamo arrivati a Port Authority.

Prendo la metro che passa sotto al fiume, la A poi la G.

E percorro le tue stradine con un caffè pagato un dollaro in mano,

Fa niente se poi ho i denti macchiati.

Due zollette di zucchero, un goccio di panna. Dolciastro.

 

Dio se mi sei mancata, Brooklyn.

Ho ripreso a respirare qui per le tue vie.

Ho lasciato il cappotto pesante a Charlotte.

E c’è un vento maledetto.

Mi metto al riparo da questi primi di marzo.

Ho letto l’avviso appeso all’ingresso.

Si è rotto l’ascensore settimana scorsa.

Salgo a piedi fino alla 403.

 

Hai fatto cambiare la serratura, ma non me la prendo.

Credo che avrei fatto la stessa cosa al posto tuo.

Adesso cerco di trovare il coraggio di bussare.

Non so bene che cosa cerco.

Non so cosa voglio.

Cosa potrò mai volere?

Non voglio proprio nulla.

 

Mi risponde uno studente del college e il mio cuore si schianta.

Dice che ha subaffittato questo posto il mese scorso.

Non ha mai sentito parlare di me.

Vede che crollo a terra e apre la porta.

Ci sono tutti i mobili nuovi.

Faccio quasi fatica a riconoscerlo.

 

Mi fa “Mi dispiace, signore.

Vorrei tanto saperne di più.

Non so esattamente cosa stia cercando,

Ma no, Diane, no, non abita più qui.”

Diane non abita più qui.

 

 

 

  1. Green Like the G Train, Green Like Sea Foam

Verde come la metro G, verde come la spuma del mare

 

Mi ha detto di entrare;

Ha detto di chiamarsi Jesse e di dare pure un’occhiata in giro.

Ho trovato il mio cappotto in fondo all’armadio, l’ho tirato fuori.

L’unica cosa che ha lasciato, proprio in mezzo alla stanza, è il divano.

Non le era mai piaciuto il ricamo, oppure il materiale.

Adesso non ricordo.

Mi sono tornate in mente le notti che ci ho passato in preda alla disperazione.

Mi sa che è meglio se me ne vado.

 

Mi hai fatto aspettare come la metro G.

Ho tenuto aperta la porta per delle ore intere.

Dovevo proprio andarmene.

Ho preso la linea A fino a Rockaway.

Vengo sempre attirato dall’acqua.

 

Ho camminato fino alla spiaggia.

Sono passato accanto ai graffiti sbiaditi sui muri.

Si leccano ancora le ferite recenti lasciate dall’uragano in autunno.

E vedo che mandano avanti la ricostruzione.

Mi sono messo a canticchiare una canzone dei Ramones fuori tono

Mentre guardavo il profilo della città che si staglia sulla spiaggia

E mi ricordavo che questo è lo stesso oceano che mi ha quasi ucciso.

South Carolina, verde come la spuma del mare.

 

Mi hai fatto aspettare come la metro G.

Ho tenuto aperta la porta per delle ore intere.

Dovevo proprio andarmene.

Ho preso la linea A fino a Rockaway.

Vengo sempre attirato dall’acqua.

Ho sentito il peso.

 

Prendendo un calendario che vada avanti abbastanza a lungo,

Tutto questo dolore inizia a decomporsi.

Prendendo un calendario che vada avanti abbastanza a lungo,

Diventa sempre più inutile ogni giorno che passa.

E ho letto che prendendo un calendario che vada avanti abbastanza a lungo,

New York sarà restituita alle acque.

Quando diventeranno abbastanza alte, si riprenderanno ogni cosa.

E così i binari e la metro G, il nostro appartamento,

Tutti i nostri ricordi andranno a riposare sott’acqua,

Tutte le cose che ritenevo importanti.

E cerco di immaginarmelo— le punte dei grattacieli con la bassa marea

Che bucano la superficie mentre le navi cercano di fare rotta fra i vari canali,

E lì, solo e trionfante sulla cresta di un’onda, sta il divano che tu hai dato via.


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